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Lug 16

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ALLARME RADIOATTIVITA’: MANIFESTAZIONE DAVANTI ALL’EX CAVA PICCINELLI. TRAFFICO BLOCCATO IN VIA SERENISSIMA

Comitato Spontaneo contro le Nocivita’, Legambiente Brescia e Comitato Difesa Salute e Ambiente di San Polo hanno indetto per venerdi 13 luglio una manifestazione in via Serenissima a Brescia a partire dalle 18.30 davanti all’ex Cava Piccinelli. Nell’ area ” Cagimetal ” giacciono abbandonati rifiuti radioattivi contaminati da Cesio 137 .

Di seguito il volantino distribuito per l’occasione:  

ALLARME RADIOATTIVITA’
A Brescia, a poche decine di metri da via Serenissima, nella ex cava Piccinelli area “Cagimetal” giacciono abbandonati rifiuti radioattivi contaminati da CESIO 137, oltre a rifiuti pericolosi e di varia natura. La situazione è nota dagli anni ’90 ma nulla di concreto è stato fatto per la bonifica dell’area. Le misure a breve termine adottate nel 1998 per contenere la diffusione della contaminazione, consistenti nella copertura con teli in plastica delle aree maggiormente contaminate, nel ricovero in edificio attiguo all’area di parte del materiale radioattivo e nelle misure di allontanamento delle acque di ruscellamento, appaiono ormai assolutamente inadeguate e inconsistenti.

Riportiamo dal rapporto ARPA dell’aprile 2012: “I teli sull’area sono tutt’ora presenti e non sono stati rimossi, ma, dopo oltre 20 anni, hanno acquisito una tale fragilità che basta toccarli perché si frantumino. Questi teli, come mostrato in Tavola 2, si sono ormai sollevati e le acque di ruscellamento ora passano sotto e sopra gli stessi, inoltre sull’area sono cresciuti perfino alberi ad alto fusto. Come mostrato in Tavola 2, tutta l’area con evidenze radiologiche scola le proprie acque di dilavamento in un pozzo perdente posto nell’angolo Sud-Est della Sub-Area Cagimetal. Tale pozzo –Vedi Tavola 2- è ormai pieno per circa un metro di sedimenti. Tale sistema di dispersione delle acque di dilavamento è ormai inefficace e, ad avviso dello scrivente, anche inidoneo per il caso in specie, così come più compiutamente documentato e comprovato nel capitolo successivo.

Per quanto sopra documentato e motivato le M.I.S.E. (messa in sicurezza d’emergenza) attuate sarebbero inidonee per una contaminazione chimica, pertanto appaiono similmente inidonee per una contaminazione radiologica.”
Sempre dal rapporto ARPA leggiamo che: “Con 26.22 mm di pioggia il piazzale Cagimetal si è allagato fino a lambire le aree radioattive critiche, pertanto è verosimile che tali aree siano state sommerse con delle piogge notevoli pari a 100 mm di pioggia in 24 ore e/o in altre situazioni ancor più gravose.”
E inoltre: “Si è altresì verificata la presenza di materiale contaminato all’interno del capannone della ex Cagimetal detenuto in condizioni non adeguate. E’ quindi necessario il ripristino delle condizioni di messa insicurezza in tempi brevi.”

E’ quindi documentato che una pericolosissima area radioattiva, ubicata in un zona in cui il terreno risulta particolarmente permeabile, è costantemente attraversata dall’acqua piovana e periodicamente allagata. E’ altresì accertato che l’area contaminata è priva delle più elementari misure di sicurezza. Ci chiediamo se anche il vicino laghetto FIPS sia minacciato da questa pericolosa situazione. Le misurazioni ARPA hanno inoltre accertato che il livello di massima risalita della falda è pericolosamente vicino al materiale contaminato da Cesio 137, dal quale ormai solo tre metri. Se la falda dovesse entrare in contatto con il materiale radiottivo si produrrebbe un disastro di proporzioni incalcolabili, per la salute e per l’ambiente.

La situazione è altamente critica e potrebbe degenerare a breve. E’ vergognoso che ad oggi l’area non sia stata messa in sicurezza e non esista un serio progetto di bonifica con sufficiente stanziamentodi fondi. Facciamo sentire la nostra voce, mobilitiamoci e pretendiamo che gli enti preposti intervengano immediatamente con misure adeguate a salvaguardia della salute pubblica.
Ogni giorno di ritardo aggrava la situazione di grave pericolo per tutti i cittadini.

Sentiamo Lidia Bontempi del Comitato Spontaneo contro le Nocivita’

Qui alcune foto del presidio

http://bracebracebrace.wordpress.com/2012/07/14/presidio-in-via-serenissima-allex-cava-piccinelli-13712/

 

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Navdanya

Navdanya è la trx di Radio Onda d'Urto dedicata al consumo critico, all'economia solidale e all'ecologia.
http://navdanya.radiondadurto.org/

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2 comments

  1. Navdanya

    Brescia, cava Piccinelli e Cesio 137: proteste ambientalisti in tangenziale

    Ambientalisti in tangenziale: nuova protesta contro il Cesio della ex Piccinelli
    Sulla Serenissima diversi attivisti occupano a singhiozzo le due trafficate carreggiate, distribuendo volantini e sventolando striscioni. La questione ambientale sempre più pressante, in una delle zone simbolo della città inquinata
    di Alessandro Gatta 14/07/2012

    Bloccare le vie di passaggio stradali, autostrade, tangenziali o carreggiate ad alto scorrimento, rimanda a una forma di lotta storica che negli anni e nei decenni è spesso stata utilizzata dai grandi movimenti sindacali della sinistra operaista, gli scioperi generali, i presidi. Ieri pomeriggio, in numero ovviamente ridotto, anche gli ambientalisti di Brescia hanno scelto una forma di lotta simile, creando meno disagi ma con la stessa funzione informativa, lungo la Via Serenissima, a poche centinaia di metri dall’autostrada e a poche centinaia di metri dalla ex cava Piccinelli, dove (come si legge nei volantini distribuiti anche agli automobilisti) “giacciono abbandonati rifiuti radioattivi contaminati da CESIO 137, oltre a rifiuti pericolosi e di varia natura”.

    La questione ambientale a Brescia continua ad essere una delle priorità da risolvere, e magari in tempi brevi, visto che il tempo passa in fretta e il materiale radioattivo invece rimane. San Polo e Buffalora sono diventati negli ultimi anni i simboli in negativo di una pessima condotta, portata avanti da amministrazioni e amministrazioni cittadine, “una situazione nota dagli anni ’90 in poi ma per cui nulla di concreto è stato fatto per la bonifica dell’area”. Sul posto anche il sempre presente Francesco Patitucci, consigliere regionale, che ci racconta di una recente audizione in Regione in cui a fronte di dati evidenti su “criticità e pericoli” la maggioranza ha fatto, ancora una volta, “le solite orecchie da mercante”.

    “Una zona critica, radioattiva e inquinata – continua Patitucci – e per di più a due passi dalle case, sotto il naso dei cittadini. Stiamo lavorando ad una denuncia per il Parlamento europeo, bisogna fare qualcosa, e in fretta. Da queste parti si commettono reati ambientali da più di 20 anni, e meno male che c’è la gente comune che prende iniziative. Proteste da ammirare”. Pochi giorni dopo il casino della Consulta ambientale, e il nuovo presidio fuori dalla Loggia, mentre questa mattina si discute delle valutazioni finali sulle sei Commissioni ambientali che hanno studiato e approfondito la situazione made in Brescia.

    “La politica vive di parole, senza atti concreti – ci spiega Andrea Marini del Comitato Spontaneo Contro le Nocività – e soprattutto senza mai voler mettere al centro il problema vero, la salute dei cittadini. Noi continueremo a farci sentire, non ci faremo fermare dalle loro minacce, dal loro modo di fare antidemocratico. Nascondere i problemi non serve a nulla, è inutile parlare di terrorismo dell’informazione, e prendersela con Comitati e anche con giornalisti. Hanno paura che vengano a galla i veri interessi, interessi economici molto importanti, e di grande rilevanza politica”.

    Il problema dell’attacco alle associazioni è molto sentito, soprattutto quando qualcuno non ha esitato a definire i vari gruppi ambientalisti come dei “semplici cromofobici”. Peccato che, aggiunge Carmine Trecroci di Legambiente, i dati parlano da soli: “Ci sono analisi ASL e Arpa, che sono inconfutabili. La salute dei cittadini viene prima di ogni cosa, e la bonifica delle aree inquinate deve essere una priorità. Il Comune ha parlato di messa in sicurezza, ma le risorse assegnate sono talmente irrisorie che quasi fanno ridere. La questione Piccinelli va risolta, e in fretta, il rischio contaminazione della falda acquifera è troppo alto: e di certo non aiutano i progetti futuri, un bitumificio e una discarica di amianto”.

    Passano tante macchine, in tanti si fermano pure, leggono i volantini, suonano il clacson per qualche secondo di solidarietà. Dopo un po’ arrivano anche i Vigili, che pure se non lo dicono, in fondo in fondo sono solidali anche loro.

    bresciatoday

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