CAMPAGNA MONITORAGGIO QUALITA’ DELL’ARIA ZONA SAN POLO – BRESCIA

Quella che segue è la relazione sulla campagna di monitoraggio  della qualità dell’aria condotta da ARPA  nel periodo 20111/2012, conseguente all’indagine ASL sulle malattie respiratorie tra i bambini nella zona di San Polo.

Esiti degli accertamenti effettuati a Brescia – San Polo fra il 2011 e il 2012

Giugno 2012

Premessa.

Le attività oggetto della presente relazione prendono avvio dalla segnalazione della ASL di Brescia circa il rilevato superiore numero di ricoveri per problematiche respiratorie di bambini che vivono nell’area di San Polo, rispetto a residenti in altre zone della città di Brescia.
Sulla base di tale osservazione epidemiologica è stato richiesto alla Agenzia di avviare campagne di monitoraggio – controllo della qualità dell’aria che permettessero ove
possibile anche la individuazione di azioni strategiche preventive.
La presente relazione raccoglie quanto finora svolto dal Dipartimento Arpa di Brescia a partire dal 2011 e intende costituire il primo documento organico di sintesi circa
l’argomento. L’auspicio è che si possa nel tempo costruire una base dati ampia, che permetta di stilare rapporti informativi periodici, che pur con la inevitabile necessaria
introduzione di modifiche operative, costituisca utile elemento di conoscenza dello stato dell’ambiente nell’area di San Polo e altrettanto utile supporto e strumento per la tutela dell’ ambiente, dei cittadini e per la conoscenza e pianificazione di interventi preventivi da parte del Comune e della ASL.

Inquinanti presi in considerazione

La segnalazione della ASL di Brescia richiamata in premessa non permetteva di individuare a priori una possibile causa dell’ aumentato numero di ricoveri.
Sulla base di questa debole indicazione ( e cioè assenza di eventi sentinella correlabili in termini di causa – effetto ad un contaminante noto o sospettato essere presente nell’ area allo studio) si sono valorizzati in prima battuta gli inquinanti più direttamente correlati e correlabili a manifestazioni respiratorie e irritative (polveri, composti aldeidici in particolare) e inquinanti correlati Icorrelabili all’uso antropico dell’area (metalli, idrocarburi policiclici aromatici, sostanze organiche volatili in particolare) di provenienza industriale e taluni anche da traffico.
Parallelamente alla determinazione degli inquinanti ricordati è continuata la campagna di rilevazione della presenza di microinquinanti policlorurati (policlorodibenzodiossine, policlorodibenzofurani e policlorobfenili – PCDD/PCDFlPCB) presenti nelle polveri in sedimentazione nell’ area (deposizioni atmosferiche).
Come noto gia’ negli anni passati Arpa ha avviato una valutazione delle ricadute di tali inquinanti nell’area di San Polo in considerazione della presenza di industrie della fusionedì metalli e dell’inceneritore.

Azioni di supporto al governo delle condizioni ambientali.

Quali attivita’ di supporto all’indagine sono continuate e sono state ulteriormente sviluppate le attivita’ della Agenzia affinche’le lavorazioninell’area procedano nell’osservanza degli  standard regolatori previsti nelle singole autorizzazioni rilasciate dalle Autorita’ Competenti in termini di livelli di contaminanti nelle emissioni industriali e affidabilita’ della conduzione degli impianti secondo criteri di buona tecnica ( presenza di sistemi di gestione ambientali – SGA ).
In particolare sono state attivate azioni di ulteriore sistematica presenza a campo di operatori ARPA dedicati al controllo al fine di acquisire elementi oggettivi circa il
funzionamento degli impianti e la efficacia degli abbattimenti.
Gli impianti con le principali emissioni nella zona di San Polo sono risultati in genere osservare i limiti imposti alle emissioni.
Al proposito appare utile qui ricordare anche il processo virtuoso di auto limitazione alle emissioni avviato da AIB in accordo con Provincia, Comune, Associazioni Ambientaliste e fortemente promosso dal Dipartimento ARPA di Brescia , circa il contenimento dei livelli di emissione ai camini per le polveri (da lO mg/Nm3 a 5 mgtNm3) e per i microinquinanti organici clorurati (PCDD-PCDF-PCB) (da 0.5 ng/Nm3 a 0,1 ng/Nm).  Ciò in recepimento volontario, anticipato, delle direttive europee e con il conseguente e necessario adeguamento quindi degli impianti e con l’adozione di sistemi di monitoraggio in continuo per i microinquinanti organici: fatto che costituisce un esempio virtuoso di piena consapevolezza del principio di responsabilità sociale pressoché unico a livello nazionale ed europeo.
In particolare inoltre l’azienda Alfa Acciai si proponeva per condurre autonomamente ma sotto la vigilanza del Dipartimento Arpa di Brescia specifiche campagne di rilevazione di particolato atmosferico con campionatori ad alto flusso e con deposi metri nel proprio perimetro aziendale, in modo coordinato e raccordato con le tecniche di rilevazione adottate dalla Pubblica Amministrazione in modo di ottenere risultati complessivi in piena sinergia.
Questa particolare attività di indagine è al momento in corso; necessita di ulteriore accumulo di dati e pertanto dei risultati si riferirà in documento separato e successivo.

Risultati

I risultati finora conseguiti e che necessiteranno di conferma nel tempo, consentono alcune riflessioni e conclusioni anche se parziali e necessariamente limitate costituendo il presente documento la sintesi di una prima analisi dei dati ottenuti. Si è scelto peraltro di comunicare i risultati senza ulteriori differimenti temporali,
consapevoli delle aspettative dei cittadini e delle Istituzioni che hanno da tempo commissionato questo studio.

Di seguito si riportano le osservazioni distinte per classe di inquinante specifico.

a) Sostanze Organiche Volatili (SOV)
Si conferma la presenza diffusa nella zona di San Polo di concentrazioni modeste (microgrammi) di sostanze organiche volatili.
Si conferma la presenza degli idrocarburi che possono in particolare essere posti in relazione alla composizione merceologica delle attuali benzine e carburanti.
Si sono riscontrate concentrazioni lievemente superiori in prossimità di vie di comunicazione caratterizzate da un superiore volume di traffico autoveicolare.

b) Aldeidi.
La presenza di aldeidi puo’ essere posta in relazione a processi di combustione / degradazione. Le aldeidi sono composti chimici caratterizzati da una vivace
reattivita’e sono composti irritanti che possono quindi essere la causa e/o anche favorire secondo dati di letteratura l’insorgere di effetti irritanti a carico delle
mucose e delle prime vie respiratorie ( si vedano in proposito i ” Valori Limite di  soglia – Indici biologici di esposizione – ACGIH 2011 …)
Si sono riscontrate concentrazioni di composti aldeidici relativamente basse, sia quale composto specifico, sia quale presenza complessiva nell’aria.
Nel periodo invernale caratterizzato da temperature basse si segnala in San Polo un carico complessivo di composti aldeidici superiore di circa 5 volte rispetto al
periodo, più temperato, dell’autunno.
Le concentrazioni medie rilevate nell’ambiente sono indicative di un livello espositivo complessivo che si attesta attorno ai IO Ilg/m3 circa.
E’ utile comunque precisare, a titolo orientativo, che la soglia di riscontro olfattivo per le singole aldeidi è riportata in letteratura ed è pari a IO ppb- 1 ppm per
l’aldeide formica; l ppb lO ppb per la benzaldeide; 0,022 1,8 ppm per la acroleina.
I relativi TL V sono: 0,3 ppm (pari a 370 Ilg/m3) quale Ceiling per l’aldeide formica segnalata con le annotazioni di irritante respiratorio e oculare; non viene fissato
limite per l’aldeide benzoica; O, l ppm (pari a 230 Ilg/m3) quale STEL per la acroleina che viene riportata con le annotazioni di irritante respiratorio e oculare,
responsabile di edema polmonare e di enfisema polmonare.

c) Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) nelle deposizioni atmosferiche.
Le concentrazioni rilevate nell’area relativamente alle deposizioni atmosferiche di IPA risultano essere comprese fra 3 e 64,5 Ilg/m2 per giorno.
Non sono possibili raffronti relativamente a limiti, poiché questi non vengono fissati.
Non si notano particolari differenze nelle postazioni salvo che in via Buffalora dove le concentrazioni di Benzoantracene sono risultate essere superiori alle
concentrazioni rilevate negli altri punti. Ciò potrebbe essere posto in relazione alla presenza e al funzionamento dell’impianto di miscelazione-preparazione Bitumi
(Gaburri) che insiste nella zona: tale osservazione certamente suggestiva, merita ulteriore attenzione anche per il necessario riscontro, ora mancante, dell’ esistenza
di analogo rapporto fra concentrazioni di pirene, fluorantene , Benzo (b )fluorantene e Benzo (a)antracene di norma presenti nei fumi di tali processi industriali.
A questo porposito il confronto con i dati di riferimento è possibile utilizzando i dati di letteratura circ ala composizione del bitume di cui si riportano alcune analisi
indicative (P. FERDENZL A GANZI, L BEDOGNI,M. BASSOLl, R. CAVALLI, G. POMA, L IORI – Studio sulla esposizione a idrocarburi policiclici aromatici dei lavoratori addetti al rifacimento del manto stradale – Atti del 16° Congresso Nazionale dell’A.I.D.U a cura di G.B.BARTOLUCCI, D. COTTICA, M.IMBRIANI, D. SORDELLI- 1997):

d) Idrocarburi Policiclici Aromatici – Benzo [a] Pirene (B[a]P) in PMJ(J.
Le concentrazioni di Benzo[a]Pirene nell’aria sono risultate superiori al valore limite medio annuale fissato dalla legge e pari a l ng/m3 (media annuale). Tale dato
è analogo a quanto si verifica di norma nelle città lombarde. Le concentrazioni rilevate nelle postazioni parrebbero indicare una lieve differenza pari a 0,1-0,2 ng/m3 fra Villaggio Sereno (dove si riscontrano in media concentrazioni complessive inferiori) e le postazioni di Buffalora, San Polo e Raffaello, come si evidenzia dai valori medi e massimi riscontrati.

e) Metalli.
Sono stati ricercati Nichel (Ni), Arsenico (As), Cadmio (Cd) e Piombo (P b) che risultano essere regolamentati dalla norma.
Stante gli impianti che insistono nella zona si sono aggiunti anche Ferro (Fe) e Manganese (Mn).
I dati relativi al Ferro indicano una sostanziale omogeneità di esposizione nell’area: 1,0 ~g/m3 in Villaggio Sereno; 1,3 ~g/m3 in via Raffaello e 1,5 ~g/m3 in via San
Polo con valori massimi di 4,8:9,0;3,5 ~g/m3 rispettivamente. Il Manganese presente il medesimo andamento: <0.05 ~g/m3 in Villaggio Sereno e in via Raffaello e 0,05 ~g/m3 in via San Polo con massimi pari a 0,2:0,17;OJ4 ~g/m3 rispettivamente.
In generale le concentrazioni rilevate risultano essere inferiori ai valori limite fissati dalle leggi e pari a 20 ng/mc per il Nichel, 6 per l’As, 5 per il Cd, 500
per il Pb. Per Fe e Mn non sono stabiliti valori limite nei provvedimenti di legge. In particolare Nichel (in tutte le postazioni), Arsenico e Piombo (non in tutte le
postazioni) risultano essere presenti in concentrazioni superiori in via San Polo: Arsenico in via Raffaello.
La presenza di Nichel, a livelli lievemente superiori a quelli rilevati in altre città lombarde (Milano ad esempio) è suggestiva e merita attenzione in particolare in
relazione ai noti meccanismi di sensibilizzazione connessi alla esposizione . Quale utile confronto si riportano i dati riscontrati a Milano nel 2010 e nel 20 Il:
• in Città Studi: As pari a 1,2-1,3 nglm3 ; Cd pari a 1,1-0,5 ng/m3;Ni pari a 5,3 – 8,6 ng/m3 e Pb pari a 28,5 27,6 ng/m ;
• in via Senato: As pari a l,O e 1,3 ng/m3; Cd pari a 0,9 0,3 ng/m3; Ni pari a 5,3-16,9 ng/m3 ; Pb pari a 26,6 17,7 ng/m3

j) Particolato sospeso in aria – PMIO e PM2,5
Per quanto riguarda le nuove postazioni attivate nell’area si rileva quanto segue.
Per il PMlO si confermano medie superiori di circa 9 Jlglm3 per via San Polo mentre via Raffaello appare molto simile e tendenzialmente fa riscontrare qualche
Jlglm3 in meno rispetto a Villaggio Sereno (1,7 Jlg/m3). I giorni di superamento 72 – sono superiori per San Polo contro i 58-61 delle altre postazioni studiate.
Per quanto concerne il PM2,5 di cui disponiamo di serie di dati ancora limitate nel tempo sia per l’area e in più genere per la stessa Lombardia, si riscontrano
concentrazioni medie superiori per via San Polo di 7,4 Jlglm3 rispetto a Villaggio Sereno e di 9,9 Jlglm3 rispetto a via Raffaello con 19 giorni di superamento in più
in via San Polo rispetto a via Raffaello e 6 giorni in più in Villaggio Sereno sempre rispetto a via Raffaello.
Per quanto riguarda la situazione storica dell’inquinamento così come ottenuta dai dati della Rete della Qualità dell’Aria (RRQA) con misura sistematica nel tempo
dei dati di qualità dell’aria in Lombardia non si evidenzia nel triennio 2009-2011 un particolare scostamento fra Buffalora (41,7 Jlglm3) e Villaggio Sereno (41,6 Jlg/m3)
che risultano leggermente superiori a Broletto (40,6 Jlg/m3) con un numero di giorni di superamento sempre superiori a Buffalora (268) e Villaggio Sereno (253) rispetto a Broletto (244).
Sui dati medi del triennio relativi a via Sabbioneta/Buffalora/Villaggio Sereno/Broletto (891 misure per le postazioni Buffalora/Broletto e Villaggio Sereno; 820
misure per le postazioni di Sabbioneta/Brolettol Villaggio Sereno) non si notano differenze statisticamente significative al test t di Student ad una coda per dati
appaiati.

g) Microinquinanti organo clorurati nelle deposizioni – PCB PCDD PCDF
Circa i livelli di deposizione atmosferica di PCB, PCDD e PCDF sono confermati i  dati ottenuti nel passato recente: i livelli attuali di deposizione per la globalita’ dei
composti diossino-simili si attestano mediamente ora attorno a 2,3-16,2 pg/mq per giorno rispetto  a 1,6-9,9 pg/mq per giorno rilevati in via Cantore e ai 5,4 – 19,0 pg/m2 per giorno rispetto ai 10,9- 19,0 pg/m2 per giorno rilevati in passato in via San Polo; si precisa che i dati per una migliore comprensione e per affrontare con maggiore scientificità la valutazione del rischio per le concentrazioni rilevate sono valutati e riferiti da ora e per il futuro quali intervallo di confidenza delle concentrazioni rilevate, e cioè quali lower bound e upper bound levels. comprendenti quindi /’ incertezza delle misure eseguite (incertezze di campionamento e analisi).
La situazione rilevata che presenta il maggiore contributo di deposizione di PCDD/PCDF/PCB diossino-simili è quella relativa a San Polo (5,4- 19,0 pg/m2 per giorno); si evidenzia che la massima concentrazione riscontrata risulta essere inferiore al valore guida/valore limite riportato in letteratura e da porre in relazione al valore limite suggerito su base mensile per una dose giornaliera complessiva corrispondente a 3 pg!Kg di peso corporeo di Total Daily Intake (TDI).
Il dato rilevato nel 2011-2012 è quindi piuttosto simile a quello gia’ relazionato per il passato.Si confermano infine i livelli di PCB non diossino-simili che costituiscono
un significativo apporto locale ( 12,1 ng/m2 giorno in via Cantore, 51,6 ng/m2 giorno in via San Polo, 12,8 ng/m2 in via Buffalora, 8,8 ng/m2 in via dei Santi, 17,7 ng/m2 in Villaggio Sereno e 16,1 ng/ m2 giorno in via San Zeno ) , che merita certamente un approfondimento tossicologico specifico.

Si precisa ancora che nella relazione ammInIstrativa 2010 si erano riferite concentrazioni comprese fra 39 e 205 nglm2 giorno in via San Polo (media pari a 112 nglm2 giorno) , fra 7 e 57 ng/m2 giorno in via Zammarchi (media pari a 14 ng/m2 giorno) e fra 1 e 17 ng/m2 giorno in via Cantore (media pari a 6 nglm2 giorno): quindi una situazione media ambientale odierna lievemente migliorata rispetto alla campagna precedente.

Conclusioni e prospettive.
Le indagini finora condotte e presentate dettagliatamente negli allegati hanno preso in considerazione i composti e le sostanze che appaiono essere in base alle
conoscenze scientifiche attuali i principali potenziali responsabili dei trends sanitari negativi osservati dalla ASL.
Le attività effettuate hanno tenuto conto delle numerose segnalazioni e lamentele per odori e per fumi provenienti dai cittadini residenti nella zona nonché di
indicazioni e segnalazioni dei Comitati e delle Associazioni Ambientaliste Locali. Occorre ricordare che la gran parte delle segnalazioni pervenute erano riferite ad
odori molesti e a sensazioni irritative. Si conferma che l’azione intrapresa per il controllo delle deposizioni permette un approccio integrato all’impatto degli impianti produttivi insistenti nell’area fra cui processi fusori, preparazioni di bitumi e inceneritore. Tale azione verrà certamente proseguita nel tempo.
Si conferma che il principale indicatore correlabile con certezza a studi relativi alla salute ed in particolare agli effetti sulle prime vie aeree appare essere il particolato
atmosferico nelle sue due principali componenti del PMIO e del PM 2,5 mentre la speciazione dei metalli necessita di ulteriori approfondimenti circa l’eccesso di
Nichel e di Arsenico rilevati rispetto a situazioni di altre città.
In particolare la presenza del Ni è suggestiva per gli aspetti sensibilizzanti (eventuale concausa?) anche sulle risposte respiratorie in particolare dei bambini.
Sulla base delle informazioni riportate il programma di monitoraggio continuerà nel tempo in modo sistematico per parti colato sospeso (Rete e postazioni aggiuntive PMJO e PM2,S), metalli e deposizione al suolo di microinquinanti organici clorurati; si effettueranno invece campagne mirate di accertamento controllo ambientale in particolare relativamente alle sorgenti potenziali di rischio per SOV, Aldeidi ed IPA. Saranno effettuate indicativamente 1 – 2 campagne su base biennale con particolare attenzione al periodo invernale.
Verrà proseguito il sistematico controllo relativamente alle emissioni industriali insistenti nell’ area.
Sulla base de 11′ estensione numerica dei dati disponibili sarà prospetticamente inoltre possibile procedere ad analisi di maggiore dettaglio e approfondimento circa
gli impatti e i contributi specifici nell’ area ..

Il Direttore
Dipartimento di Brescia
Dr Giulio Sesana

Permanent link to this article: http://www.antinocivitabs.org/campagna-monitoraggio-qualita-dellaria-zona-san-polo-brescia.html

4 comments

1 ping

Skip to comment form

    • giovanna on 15 Luglio 2012 at 11:15

    Che sorpresa!! Chi l’avrebbe mai detto che l’aria di San Polo e quela di Via San Zeno (inceneritore) fossero inquinate. E adesso che lo sappiamo, continueremo a monitorare nei secoli dei secoli o si prenderanno serie misure per abbattere il livello di inquinanti? E’ ora che i cittadini PRETENDANO di vivere in un ambiente sano, a costo di azioni forti.

    • Navdanya on 15 Luglio 2012 at 12:34
      Author

    Smog
    Lo smog, dall’unione dei termini inglesi smoke (fumo) e fog (nebbia) indica una forma di inquinamento atmosferico. La parola viene coniata nei primi anni del secolo scorso, in occasione di un convegno sulla salute dei cittadini (1905). Stava ad indicare un particolare fenomeno atmosferico, oggi invece lo smog è una forma di inquinamento che si manifesta con nebbia e foschia negli strati più bassi dell’atmosfera, e con specifiche condizioni atmosferiche, quali l’assenza di vento e le inversioni termiche nelle basse quote.

    Lo smog di cui si parlava nel secolo scorso, lo smog di tipo tradizionale, rappresentava invece la coltre di nebbia che si diffondeva nelle città industriali, a cominciare da Londra, dove i fumi emessi dalla combustione del carbone, ricchi di zolfo, si combinavano con l’acqua atmosferica formando uno strato di nebbia composta da acido solforoso e acido solforico, irritante per gli occhi e per le vie respiratorie, ma anche dannoso per gli ecosistemi acquatici e per le piante. Inoltre la forte acidità dello smog di Londra, anche detto smog invernale perché si manifesta in uno specifico periodo dell’anno, corrodeva edifici e monumenti.
    Ai nostri giorni l’uso ridotto del carbone, quasi del tutto scomparso in Italia, ha eliminato anche questa forma di smog, sostituito però da altre forme di inquinamento atmosferico, derivato dalla combustione del gasolio e di altri combustibili. Lo smog invernale rimane tuttavia causa di decesso a causa del contenuto di biossido di zolfo (SO2). L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha accertato che l’esposizione allo smog invernale, con una concentrazione media nell’arco delle 24 ore di 500 di µg/m³(microgrammi al metro cubo) di SO2 combinata con 500 µg/m³ di smog, porta ad un incremento della mortalità. Lo smog inoltre contribuisce ad aumentare l’effetto serra e la concentrazione di anidride carbonica e gas serra, e anidride solforosa, ed è quindi responsabile dei cambiamenti climatici.

    Un’altra forma di inquinamento atmosferico è lo smog fotochimico che indica un insieme di processi in cui sono coinvolti gli ossidi di azoto (NOx), l’ozono (O3) e i composti organici volatili (VOC). Attraverso i raggi solari ultravioletti queste particelle danno vita a complesse reazioni fotochimiche. Se lo smog fotochimico si manifesta in modo di un poco diverso dallo smog tradizionale, con una foschia di colore griogio-marrone leggera, gli effetti sulla salute e sull’ecosistema sono i medesimi: irritazione delle congiuntive e degli occhi, disturbi alle vie respiratorie, riduzione della produttività delle colture perché l’ozono, il biossido di zolfo e altre sostanze inquinanti distruggono la clorofilla delle piante, rapido deterioramento dei materiali. Questo tipo di inquinamento atmosferico è anche detto smog estivo perché si manifesta in climi caldi e asciutti, o smog di Los Angeles perché si manifestò per la prima volta nella città californiana nel 1940. Gli effetti dello smog fotochimico sul nostro organismo non sono ancora del tutto chiari, anche se si sta rafforzando la tesi secondo cui la lunga esposizione può portare ad un invecchiamento precoce del tessuto polmonare e a conseguenti danni alle vie respiratorie
    http://www.ecologiae.com/smog/24767/

    • Navdanya on 15 Luglio 2012 at 12:37
      Author

    I principali inquinanti dell’aria: effetti sulla salute delle persone e sull’ambiente

    http://www.nonsoloaria.com/inqprin.htm

  1. […] Comitato Difesa Salute ed Ambiente di S.Polo e di Buffalora Abbiamo sentito Gabriele Avalli  http://www.antinocivitabs.org/info/campagna-monitoraggio-qualita-dellaria-zona-san-polo-brescia/ Articoli Correlati:UOVA ALLA DIOSSINA NELLE CASCINE BRESCIANEVOGLIAMO IL PARCO DELLE CAVE: MOLTO […]

Comments have been disabled.