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Giu 07

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DISCARICA VIA BROCCHI: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE DOPO LA CONFERENZA DEI SERVIZI

brocchi

Conferenza stampa del comitato spontaneo contro le nocività in piazza Loggia. Una occasione per fare il punto della situazione della discarica di  amianto di via Brocchi a San Polo oggetto di una conferenza dei servizi lo scorso 29 maggio. Si trattava della conferenza dei servizi conclusiva per il rinnovo dell’autorizzazione rilasciata a Profacta (scaduta a febbraio). Una conferenza che è stata aggiornata il 12 giugno in regione Lombradia. Nel corso dell’incontro, al quale hanno partecipato come uditori il comitato spontaneo contro le nocività e il Codisa,   sono però emersi diversi aspetti che lasciano già supporre come andrà a finire la vicenda. Le sensazioni degli ambientalisti, visti gli interventi della regione e di Arpa, è che tutto sia già stato deciso e che il permesso verrà rinnovato.Ascolta la prima parte della conferenza stampa con l’intervento di Alessandra che racconta come è andata la conferenza dei servizi

L’unica voce fuori dal coro è stato l’intervento di Asl che ha sottolineato che è necessario fare una  valutazione globale e complessiva di tutte le situazioni critiche che ci sono nell’area. Posizione che ha provocato l’intervento degli altri enti presenti alla conferenza. Interventi che gli ambientalisti hanno percepito come una pressione affinchè asl cambiasse la sua posizione.Ascolta la seconda parte della conferenza stampa con gli interventi sempre di Alessandra e Giovanna del comitato spontaneo contro le nocività.

OSSERVAZIONI PRESENTATE DAL COMITATO SPONTANEO CONTRO LE
NOCIVITA’ NEL PROCEDIMENTO PER IL RINNOVO AIA DELLA DISCARICA
PROFACTA ED IN PARTICOLARE ALL’AGGIORNAMENTO DELL’ALLEGATO TECNICO AIA

osservazioni all’allegato tecnico maggio 2014

altre info qui

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http://www.antinocivitabs.org/dissequestrata-la-discarica-di-amianto-di-via-brocchi.html

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3 comments

  1. Navdanya

    Report Conferenza dei Servizi del 12/06/2014 (durata dalle 9.30 alle 18.15)

    Assenti: Provincia di Brescia ed ARPA Brescia

    Il clima, come la volta precedente, si conferma teso e, come la volta precedente, quasi tutti i presenti preferiscono glissare su indagini e sequestri della Procura della Repubblica

    ARPA Brescia, confermando un atteggiamento ponziopilatesco, decide di non partecipare alla conferenza dei servizi, limitandosi a confermare il parere (favorevole) già espresso in precedenza ed aggiungendo una precisazione tecnica relativa al collaudo della discarica, in risposta ad un’obiezione (fondata) avanzata dal comitato spontaneo contro le nocività e corredata da richiesta di accesso agli atti. Il comitato cerca di capire se le modifiche intervenute sull’impermeabilizzazione del fondo discarica siano state accompagnate dalla presentazione di una regolare variante al progetto, che, se esiste, deve essere stata approvata da Regione Lombardia. L’abbiamo chiesta ieri a Regione Lombardia, ma nel fascicolo non c’era (i soliti sfortunati!). Faremo, quindi, regolare richiesta di accesso agli atti.
    Continuo a non capire perchè ARPA, presente in fase di sequestro, non scriva a chiare lettere che il gestore è inaffidabile (non ha rispettato le distanze dal centro abitato, dalla falda acquifera, non ha creato la fascia di mitigazione prevista dall’autorizzazione, non ha completato la barriera fonoassorbente, ha ricevuto pacchi danneggiati, non ha rispettato il percorso mezzi previsto dall’autorizzazione, etc..). Probabilmente, se lo facesse, dovrebbe ammettere di non aver controllato in modo adeguato e di aver rilasciato in modo superficiale il primo parere favorevole..

    ASL Brescia esprime parere negativo sulla localizzazione dell’impianto per il cumulo degli impatti della zona (acciaieria, bitumifici, cave in esercizio, autostrada, tangenziale, etc..) e per l’estrema vicinanza dei quartieri residenziali. Cita nientemeno che l’OMS, i cui studi dimostrano che la paura (percezione del pericolo che genera uno stato d’ansia) condiziona il benessere psicofisico della persona. Quello di ASL è un parere estremamente chiaro e ben studiato, che si conclude con una serie di prescrizioni “in subordine”, ovvero se Regione Lombardia deciderà, malgrado il parere di ASL, di rinnovare l’autorizzazione.

    Il Comune di Brescia fa presente la situazione gravissima della zona, paragonando San Polo ad un malato grave, il cui cuore batte flebilmente. Regione Lombardia può decidere, rinnovando l’autorizazzione, di dargli il colpo di grazia, o, negando il rinnovo, di salvarlo. Un discorso che sembra molto bello e sentito. Peccato che quando si tratta di verbalizzarlo, lo stesso dirigente comunale sceglie una tortuosa strada che rende impossibile stabilire se il parere del Comune di Brescia sia favorevole o contrario alla realizzazione della discarica di via Brocchi (favorevole con prescrizioni? contrario?). Alla esplicita richiesta di esprimerlo in modo chiaro sono stata accusata di utilizzare un tono inquisitorio e mi è stato ribadito che quanto il Comune aveva da dichiarare è stato verbalizzato. Nel verbale, se non è stato cancellato (ma non si potrebbe), c’è un riferimento alla Cava Castella (altro procedimento in corso). L’impressione che ho avuto è che si stia barattando la Cava Castella con la discarica di Via Brocchi (durante una conferenza dei servizi che con la Cava Castella non c’entra nulla…). Forse perchè il Comune sta prendendo accordi con Profacta per la cessione di aree nel Parco delle Cave e non intende mettere i bastoni tra le ruote al suo interlocutore?

    PROFACTA: sostiene di essere un’azienda seria ed è evidentemente infastidita dai riferimenti alle inottemperanze che hanno portato al sequestro dell’area da parte della Procura della Repubblica (evidentemente la Procura ha un intento persecutorio…). Profacta continua a non capire il parere dell’ASL (eppure è tanto chiaro!) e fa verbalizzare (incredibile, ma vero!) che si sta adoperando per la realizzazione del Parco delle Cave. Ora ci sentiamo più tranquilli..

    Regione Lombardia: fa intendere che il rinnovo verrà rilasciato, ma l’atteggiamento del dirigente presente è radicalmente diverso rispetto alla volta precedente (sempre dalla parte di Profacta, ma in modo meno smaccatamente evidente). Sarà il potere della presenza come uditore del consigliere Maccabiani (Movimento 5 stelle)? Quello che, invece, resta invariato, è l’atteggiamento del verbalizzatore, protagonista di un acceso diverbio con l’avvocato Garbarino (presente in rappresentanza di Legambiente), che, per nulla intimidito, ribadisce a chiare lettere che già la prima autorizzazione non avrebbe dovuto essere rilasciata (per le evidenti falle), che il sequestro della Procura attesta una evidente inaffidabilità dei gestori dell’impianto, ed aggiunge che la presenza di moltissime (troppe) prescrizioni è da leggersi come implicita ammissione di questa incapacità.

    In sostanza (e l’ho detto ieri a tutti i presenti): la conferenza dei servizi si è confermata un passaggio puramente formale: la decisione appare già presa, nonostante il parere di ASL, che dovrebbe pesare (e non poco), considerato che si occupa di tutela della salute dei cittadini.
    Eppure la conferenza dei servizi esiste per garantire la corretta analisi dei rischi e degli impatti. Così, evidentemente, non è.
    Comune di Brescia e Regione Lombardia sembrano sposare il principio del “do ut des” (discarica di amianto sì, discarica Castella no..). Diversamente non si capirebbe il riferimento ad altro procedimento (peraltro insistente sul territorio del comune di Rezzato..).

    Cose strane accadono in Lombardia…. di Giovanna Giacopini

  2. Navdanya

    Un no deciso, con un parere negativo «sulla localizzazione dell’impianto per il cumulo di impatti e per la vicinanza ai quartieri residenziali» è quello espresso dall’Asl di Brescia sulla discarica di amianto di via Brocchi a San Polo. A riferirlo Giovanna Giamparini del Comitato spontaneo contro le nocività, al termine della conferenza dei servizi che Regione Lombardia ha convocato nell’iter di valutazione per il rinnovo della concessione alla Profacta.
    La riunione è iniziata alle 9.30 e si è conclusa solo dopo le 18 in «un clima molto teso»; oltre a Giamparini erano presenti Pietro Garbarino per Legambiente e rappresentanti del Codisa come uditori, ma a cui questa volta è stata data la parola «forse per la presenza di Giampietro Maccabiani, monteclarense e consigliere regionale per il Movimento 5 Stelle». Naturalmente c’erano anche «il Comune di Brescia e la Profacta, mentre non si è vista l’Arpa, che peraltro ha confermato il parere sostanzialmente positivo già espresso nel precedente incontro».
    CAMBIO DI ROTTA PER l’azienda sanitaria rispetto al parere espresso del 2008, giustificato dal fatto che, riporta Giamparini «non avevamo a disposizioni le analisi epidemiologiche sulla zona di San Polo, le quali dicono che sia negli adulti sia nei bambini ci sono più malattie dell’apparato respiratorio e tumori che in altre zone della città». E probabilmente per la prima volta l’Asl, dice la rappresentante del Comitato, «ha fatto riferimento, secondo le indicazione dell’Oms, alle ripercussioni sul benessere psicofisico degli abitanti logorati dal continuo stato di agitazione provocato dalla presenza della discarica».
    La sensazione per gli ambientalisti è, però, quella già avuta alla scorsa conferenza dei servizi e cioè che «Regione Lombardia non abbia alcuna intenzione di non concedere la proroga nonostante tutti i rilievi mossi e nonostante l’evidente cattiva gestione di Profacta, che ha portato, a pochissimi giorni dall’apertura, al sequestro della discarica da parte della magistratura».
    RINCARA LA DOSE Pietro Garbarino, che annuncia un ricorso al Tar in caso di proroga e sostiene che «questi burocrati mascherano la volontà di rinnovare il permesso con una presunta “necessità pubblica”, in una zona dove la discarica di fatto esiste già». D’altra parte, aggiunge, «non c’è tanto da chiedersi se lo faranno o meno, perché hanno sempre parlato di “migliorare” un’autorizzazione, senza tenere nella minima considerazione la situazione di saturazione fisica, materiale, ma anche sociale di San Polo».
    E CHE LA STRADA SIA quella del rinnovo a Giamparini appare «purtroppo probabile» anche «per le moltissime prescrizioni che sono state ingiunte a Profacta: dalla ricerca di fibre d’amianto nell’acqua all’uso dell’acqua che per la pulizia dei camion deve essere diversa da quella per l’uso del personale, dal monitoraggio di rocce e terreni confinanti con la discarica al corridoio di decontaminazione per i lavoratori».
    Il Comune di Brescia, per bocca di Nunzio Pisano, è intervenuto utilizzando una «metafora molto bella», racconta ancora Giamparini, «paragonando San Polo a un malato molto grave con il cuore che batte in modo flebile e a cui questa autorizzazione può dare il colpo di grazia o, al contrario, se negata salvarlo». Naturalmente nella verbalizzazione l’afflato poetico è andato perso e, sempre secondo la rappresentante del Comitato spontaneo contro le nocività, «è stato introdotto, insieme alla richiesta di fare in modo che si possa creare un “corridoio ecologico”, anche un riferimento per noi incomprensibile alla Cava Castella, che ancora non è stata autorizzata».
    Chiusa la partita della conferenza dei servizi, ora la palla passa agli uffici del Pirellone che «avrebbero 30 giorni di tempo per prendere una decisione», decisione che secondo Garbarino «arriverà molto prima».

    dal Bresciaoggi del 13 giugno

  3. Navdanya

    “Discarica Profacta incompatibile col Parco delle Cave”
    Pubblicato il 16 giugno 2014

    (red.) «La discarica Profacta? E’ incompatibile con la realizzazione del Parco delle Cave».
    Lo ha detto l’assessore all’ambiente del Comune di Brescia Gianluigi Fondra, parlando della discarica di amianto di via Brocchi, a Brescia, bocciata dall’Asl di Brescia. Non solo la Profacta, ma qualsiasi altra discarica, per Fondra, è assolutamente incompatibile con il Parco delle Cave per il quale l’amministrazione comunale ha avviato un percorso di progettazione partecipata. «Tale risultato sarà perseguito attraverso la costituzione di un Parco Locale di Interesse Sovracomunale (Plis) che veda l’adesione dei Comuni confinanti il cui primo passo è in itinere con la previsione nell’ambito del Pgt del Parco delle Cave».
    La Loggia lo ha ribadito anche nelle conferenze decisorie del 29 maggio e 12 giugno. Regione Lombardia aveva convocato una conferenza dei servizi per acquisire elementi utili al fine di valutare l’eventuale rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) della discarica monorifiuto per rifiuti contenenti amianto. In quella sede il Comune di Brescia ha ribadito le posizioni che sono state assunte fin dall’autunno 2013. In particolare, nell’incontro del 29 maggio, come si legge dal verbale, il Comune ha chiesto che il procedimento autorizzatorio fosse integrato con la valutazione di impatto sanitario prevista dalla DGR 24.01.2014 n. 1266. «Tale integrazione, obbligatoria per i nuovi impianti, consentirebbe di acquisire ulteriori elementi di valutazione di carattere sanitario a garanzia delle popolazioni residenti. Peraltro, pur rilevando che si tratta di procedimento di rinnovo di un impianto esistente, si eccepisce che sono stati effettuati pochissimi conferimenti di rifiuti».
    Nella seduta del 12 giugno, il Comune di Brescia «conferma, prendendo atto della interpretazione di Regione Lombardia circa la natura ordinatoria e non perentoria dei termini di cui al D. Lgs. 152/2006 relativi ai procedimenti amministrativi per il rilascio di AIA, che la non osservanza degli stessi, oltre a rappresentare un potenziale vizio del procedimento, determina gravi difficoltà per le amministrazioni locali nella definizione delle strategie per la pianificazione e riqualificazione del territorio. Il Comune di brescia, inoltre, conferma che tutte le determinazioni in ordine alle discariche che insistono sull’area vasta di Brescia e in particolare Profacta e Castella debbano essere assunte attraverso una attenta e coordinata istruttoria da parte degli uffici competenti tenendo conto del cumulo degli impatti, della sostenibilità ambientale nonché delle legittime prerogative e potestà di pianificazione da parte delle amministrazioni locali. Infatti, tali discariche, oltre all’impatto ambientale e sanitario, rischiano per la loro collocazione di pregiudicare il Parco delle Cave che l’Amministrazione intende realizzare, anche attraverso l’istituzione di un PLIS, per restituire alla collettività aree gravemente compromesse e preservare l’ecosistema con la realizzazione di uno strategico corridoio ecologico finalizzato alla salvaguardia e alla valorizzazione degli habitat planiziali. Infine, evidenzia che l’ipotesi di realizzazione di tali impianti ha determinato una situazione allarmante di esasperazione sociale nella Comunità che da anni oramai attende interventi di riqualificazione e protezione del territorio».
    L’Assessore all’ambiente, alle cave e ai parchi territoriali

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