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Gen 09

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Grande fresa, enormi disastri

La galleria Sparvo è un tunnel della lunghezza di 5,5 chilometri progettato per la Variante di Valico tosco-emiliana, complessivamente lunga 65,8 chilometri per un costo totale di 3 miliardi e 686 milioni di euro. La sua realizzazione è stata affidata ad un’associazione temporanea di imprese tra Vianini-Toto-Profacta. La terza di queste sembrerebbe corrispondere alla ditta bresciana con sede a Trento il cui Presidente, Alessandro Faustini, l’imprenditore recentemente citato in un’intercettazione nel caso “Nicoli Cristiani“, è intenzionato a costruire una discarica d’amianto nel Parco delle Cave di San Polo. La Toto Costruzioni, invece, fa capo a Carlo Toto, proprietario di Air One, coinvolto in giri di mazzette e tangenti e condannato nel 1988. Nel 2008 a Barberino di Mugello tre operai della Toto perdevano la vita proprio nel cantiere autostradale della Variante di Valico. Vianini S.p.a, invece, è parte del gruppo Caltagirone, in merito al quale ogni commento è superfluo.

I lavori di costruzione del tunnel hanno richiesto la fresa più grande d’Europa; partorita dalla vicentina C.m.a., si chiama Tunnel Boring Machine (ma per gli amici semplicemente Martina). Date le premesse, non potevano mancare gli incidenti.

Al di sopra di due millenari moti franosi sorge Ripoli, frazione del comune di San Benedetto Val di Sambro. Dall’inizio dei lavori il paese continua a franare e subisce i danni maggiori nel mese di Novembre dello scorso anno insieme alla galleria, i cui tempi di realizzazione si fanno inesorabilmente sempre più lunghi. I cittadini, costituitisi in comitato, sapevano che ciò sarebbe accaduto già dalla Primavera del 2011, quando diversi nuclei abitativi erano stati sgomberati e quando un’indagine sulla vicenda era stata aperta da parte della Procura. Ora arriva la risposta: si tratta di disastro colposo, causato da ignoti. E Autostrade italiane si propone di comprare tutte le case della frazione di Ripoli che qualcuno ormai definisce “un piccolo deserto”.
Il coordinatore provinciale dell’IDV Sandro Mandini si oppone: “Acquistare e demolire un intero paese costringendo la comunità a spostarsi in maniera forzata è un’ipotesi scandalosa”.

Su Il Fatto Quotidiano una testimonianza che vale la pena leggere:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/03/frana-galleria-della-variante-valico-piccolo-prete-blocca-giganti-autostrade/175000/

Dettagli sull'autore

Andrew

Membro del Comitato Spontaneo Contro le Nocività, consigliere alla cultura per Arci S. Eufemia

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1 comment

  1. Lute

    Alla fine è questo che crea una grande opera:disastro in ogni caso…Stavolta perchè frana, altrimenti perchè rovina ecosistemi e territori dove vivono poche persone, i cosidetti sacrificabili…male che vada si sposteranno in città e diventeranno nuovi schiavi e consumatori frettolosi…e intanto siamo inondati di pubblicità sui treni ad alta velocità ma sulle piccole tratte interne sono solo tagli e lì si che la gente li usa i treni… FREE APPENNINO!!!

    http://www.vivalaporrettanaviva.org/

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