«

»

Ott 01

Stampa Articolo

L’amianto è arrivato in via Brocchi

L’allarme è scattato stamattina.

Mario, una delle sentinelle del comitato spontaneo contro le nocività, passa in Via Brocchi, sale sulla “torretta” di controllo (un ponteggio allestito per permettere a cittadini e comitati il costante monitoraggio) e vede che sono comparsi strani pacchi. Non riesce a capire cosa contengano: sono rivestiti completamente di cellophane. Viene allertato anche Silvano, altra sentinella del comitato, che, dal lato opposto della discarica, cerca di capire cosa siano quei pacchi e cosa contengano.

Vengono scattate fotografie, viene chiamato il magistrato che, per la Procura della Repubblica, sta indagando sulla discarica di Via Brocchi.

Non si sa nulla, vengono avanzate ipotesi diverse, finchè, nel pomeriggio, Andrea Tornago, giornalista di Radio Popolare, sentita direttamente Profacta, conferma: i pacchi contengono eternit.

L’amianto è arrivato in via Brocchi.

Ci poniamo alcune domande:

– il fondo della discarica avrebbe dovuto essere alzato di 5 cm ed ARPA avrebbe dovuto controllare l’avvenuto innalzamento. E’ stato fatto? ARPA ha controllato? E, se sì, perchè il Dott.  Sesana, durante l’incontro che si è tenuto giovedì scorso a 500 mt dalla discarica, relativo proprio al degrado ambientale di San Polo, non ne ha parlato?

– l’eternit imballato, una volta posizionato nella buca, dovrebbe essere ricoperto di terra.  Perchè è esposto alle intemperie?

– perchè il Comune, come aveva promesso al comitato spontaneo contro le nocività ed alla cittadinanza intera, non ha convocato l’imprenditore, alla presenza di comitati e cittadini, per chiedergli di fermare i lavori, almeno fino alla sentenza del consiglio di stato?

– perchè nessuno controlla cosa accade in via Brocchi?

L’amianto è arrivato in Via Brocchi, nel più assoluto silenzio, ma le sentinelle, anche stavolta, hanno lanciato l’allarme.

Noi, come sempre, difenderemo la nostra salute ed il nostro territorio. 

 

Dettagli sull'autore

giovanna

Permalink link a questo articolo: http://www.antinocivitabs.org/lamianto-e-arrivato-in-via-brocchi.html

4 comments

Vai al modulo dei commenti

  1. Navdanya

    E’ arrivato il primo carico di amianto alla discarica di via Brocchi a San Polo, a Brescia presso la dicarica PROFACTA.
    E’ chiaro che rimangono ancora aperti tutti gli interrogativi relativi alla sicurezza dell’impianto dato che il CONSIGLIO DI STATO non si è ancora pronunciato in merito.
    A ciò si aggiunge un nuovo interrogativo in merito al nulla osta che avrebbe dovuto essere rilasciato dall’ARPA in seguito all’innalzamento dello strato di drenaggio del fondo cava.
    E ancora:
    come mai alle ore 18, a cantieri ormai chiusi, i pacchi erano tutti depositati a cielo aperto? non avrebbero dovuto essere coperti da un consistente strato di terra?
    E la promessa del Sindaco di intervenire presso l’imprenditore per sospendere i lavori almeno sino alla sentenza del CONSIGLIO DI STATO è rimasta lettera morta?
    COMITATO SPONTANEO CONTRO LE NOCIVITA’

  2. Navdanya

    AARRIVA L’AMIANTO IN VIA BROCCHI: VANE LE PROMESSE DEL COMUNE?

    Solo pochi giorni fa, durante l’assemblea pubblica “Brescia come Taranto?”, i relatori dott. Sesana, direttore dell’ARPA e dott. Panizza di Medicina Democratica avevano presentato i dati sull’inquinamento di S. Polo e sulle gravissime conseguenze per la salute pubblica della zona, con particolari ripercussioni sui bambini.

    Ieri, 1 ottobre 2012, allertati dai cittadini della zona, abbiamo verificato che, presso la discarica PROFACTA di via Brocchi nella popolosa e degradata zona di S.Polo, giace il primo carico di amianto (si veda foto allegata).

    I cittadini del Movimento 5 Stelle condividono la preoccupazione e la rabbia del Comitato Spontaneo contro le nocività dato che:

    – A fine maggio, dopo 27 giorni di sciopero della fame dei cittadini, il Comune aveva promesso che avrebbe chiesto all’imprenditore di fermare i lavori almeno fino alla sentenza del Consiglio di Stato e di intervenire presso la Regione per una verifica sull’iter autorizzativo.

    – il fondo della discarica avrebbe dovuto essere alzato di 5 cm ed ARPA avrebbe dovuto controllare l’avvenuto innalzamento, ma questo non è avvenuto.

    – l’eternit imballato, una volta posizionato nella buca, dovrebbe essere ricoperto di un consistente strato di terra, mentre ora è esposto alle intemperie, con potenziale grave danno all’ambiente.

    Chiediamo che il Sindaco eserciti il suo ruolo di principale autorità sanitaria del Comune e rispetti la Costituzione (art.41) nell’anteporre la salute dei cittadini al lucro privato.

    Movimento 5 Stelle Brescia

  3. Navdanya

    Nella discarica Profacta di via Brocchi è stato conferito il primo carico di amianto. Si sta
    consumando l’ennesimo scempio del nostro territorio, nel silenzio assordante e nell’indifferenza
    totale dell’amministrazione comunale locale. Ricordiamo che il Consiglio comunale di Brescia, il 30
    maggio 2012, con propria delibera ha impegnato il sindaco Paroli a scongiurare l’avvio di ogni
    attività presso l’impianto e ad intervenire presso la regione Lombardia per sollecitare la verifica
    dell’iter autorizzativo della discarica, tenuto conto del ricorso presentato, e tuttora pendente, al
    Consiglio di Stato.
    Tutti gli impegni sono stati disattesi, proprio da chi ricopre il ruolo di garante della salute dei
    cittadini.
    La Regione Lombardia ha autorizzato la discarica con un percorso tortuoso e contraddittorio, che
    lascia spazio a interrogativi tuttora senza risposta.
    Ci si chiede come possa essere stata rilasciata una prima Autorizzazione Integrata Ambientale
    (A.I.A.) che consentiva la realizzazione della discarica senza la distanza minima di sicurezza tra il
    fondo della discarica stessa e la falda. Questo errore, molto grave per le possibili conseguenze
    ambientali, è stato segnalato dai comitati ambientalisti e reso oggetto di ricorso; la Regione ha
    quindi per ben due volte dovuto intervenire rettificando l’autorizzazione rilasciata e prevedendo il
    rialzo del fondo di ulteriori 35 cm.
    Ricordiamo inoltre che la discarica è posizionata troppo vicino alle abitazioni e non è rispettata la
    distanza minima prescritta di 200 metri. Anche questo vincolo escludente è stato aggirato in fase di
    autorizzazione con l’escamotage del cambio della definizione del rifiuto, che consente di
    abbassare artificiosamente la distanza minima prevista a 100 metri.
    La scelta di posizionare una discarica di un materiale pericoloso come l’amianto in un luogo
    assolutamente inidoneo, nel centro di un quartiere densamente abitato, in una zona già afflitta da
    pesanti problemi ambientali e che presenta una particolare criticità per la salute degli abitanti è
    assolutamente dissennata, al di fuori di qualsiasi logica di buon governo del territorio, di attenzione
    all’ambiente e di tutela della salute dei cittadini.
    E’ inaccettabile e immorale che la salute dei cittadini sia messa a repentaglio da scelte che
    privilegiano il profitto di imprenditori senza scrupoli a discapito del bene di tutti.
    I nostri quartieri malati vanno risanati e bonificati; non di discariche abbiamo bisogno ma della
    realizzazione del Parco naturalistico delle cave, un grande polmone verde in grado di restituire
    respiro e vivibilità alla nostra zona e a tutta la città.
    Ribadiamo con forza che il conferimento dell’amianto va sospeso, e sottolineiamo che la discarica
    di amianto è una pietra tombale posta sulla realizzazione di buona parte delle Parco delle Cave e
    costituisce inoltre una sorta di “bomba ad orologeria” ambientale, che sarà lasciata in eredità alle
    generazioni future.
    Per fermare l’amianto, per confrontarci ed elaborare insieme una allargata opposizione alla
    discarica Profacta di via Brocchi, invitiamo tutte le persone interessate a partecipare alla riunione
    aperta del Comitato spontaneo contro le nocività che si terrà martedì 9 ottobre, alle ore 20.45,
    presso la sede della RAB in via Saleri n. 19 a S. Eufemia.
    Informiamo che nel frattempo abbiamo organizzato un servizio di vigilanza ed informazione nelle
    immediate vicinanze della discarica per esprimere il nostro dissenso alla situazione in atto.
    Per ulteriori informazioni e comunicazioni è possibile contattare il Comitato spontaneo all’indirizzo
    bresciacontrolenocivita@gmail.com.
    3 ottobre 2012 Comitato spontaneo contro le nocività

  4. Navdanya

    Botta e risposta al veleno tra i cittadini del Comitato spontaneo contro le nocività – che sabato i mattina hanno manifestato il loro disappunto davanti alla discarica di amianto di San Polo – e la Profacta, l’azienda che gestisce l’impianto in cui questa settimana sono iniziati i conferimenti del materiale. Dopo il ricorso al Consiglio di Stato, di cui ancora non si conosce l’esito, i Comitati intenzionati a fermare la discarica hanno arricchito il confronto con un altro capitolo, inoltrando alla Procura della Repubblica una denuncia finalizzata al sequestro «per illeciti» del sito. Il nuovo provvedimento, depositato giovedì dall’avvocato Pietro Garbarino, attende un esito nelle prossime ore.

    «Abbiamo chiesto il sequestro dell’area perché vi ravvisiamo continue irregolarità – spiega l’avvocato – e vogliamo che l’autorità giudiziaria metta una freno alle inosservanze prendendo atto di quanto successo, ma anche impedendo che la situazione peggiori». Secondo il Comitato spontaneo contro le nocività, il Codisa e Legambiente, le inosservanze sarebbero tante.

    Per la presidente del Codisa, Angelamaria Paparazzo, «l’amianto che entra in discarica non è inertizzato (mediante cristallizzazione) e quindi non può dirsi non pericoloso, perché quando l’involucro che lo avvolge sarà deteriorato si avranno dispersioni nell’aria dei suoi filamenti o la penetrazione verso la falda acquifera. La prova della sua pericolosità? Basta vedere le regole vigenti in discarica – continua – visto ad esempio che è prevista l’interruzione dei conferimenti in caso di vento superiore ai sei metri al secondo». Ma non è finita. «L’abuso più lampante riguarda la distanza tra discarica e case – gli fa eco Alessandra Cristini del Comitato Spontaneo -. C’è una famiglia che vive a 105 metri dallo stoccaggio e alcune in via Bettole a 170 metri, quando la distanza minima prevista dalla legge è di 200 metri in caso di “inerti” e 500 per i rifiuti pericolosi. Come se non bastasse non ci sono ancora gli alberi ad alto fusto che avrebbero dovuto esser piantati sul perimetro, mentre dall’impalcatura di fianco alla recinzione (costruita per permettere alla gente di controllare i lavori) non si vede nulla della zona di conferimento». Una parte della frustrazione i cittadini la scaricano anche sugli amministratori. «Il Comune dovrebbe controllare la situazione ma non lo fa – conclude la Paparazzo -. Non ci divertiamo a spendere tempo seguendo queste cose. Lo facciamo perché non lo fanno gli incaricati».

    Piccata almeno quanto quella dei Comitati la risposta dei gestori. «I lavori sono iniziati perché tutte la autorità preposte a rilasciare i permessi hanno sottoposto la nostra azienda a controlli severi – replica l’amministratore di Profacta Tommaso Brognoli – e hanno trovato tutto in regola al 100%. La localizzazione a San Polo? Dite che è meglio vedere l’amianto sparso per prati e boschi in discariche abusive? Per l’esposto alla Procura, posso dire che abbiamo avuto controlli anche in settimana, ma non credo siano state rilevate irregolarità».

    dal giornaledi brescia.it

Commenti disabilitati.