LUNEDI 23 LUGLIO PRESIDIO NO TAV A DESENZANO DEL GARDA

ALTA VELOCITA’ SUL GARDA, SE NE PARLA A DESENZANO
Un tavolo di lavoro con le Amministrazioni coinvolte nella tratta Brescia-Verona

Si terrà lunedì 23 luglio alle ore 15 nella sala Peler di Palazzo Todeschini il tavolo di lavoro promosso dal Sindaco Rosa Leso per discutere i problemi sollevati dal progetto di Alta Velocità/Alta Capacità nella tratta Brescia -Verona.  L’iniziativa dà attuazione alla volontà espressa dal Consiglio comunale di Desenzano, che, vista la risoluzione della Commissione Trasporti della Camera del 10/5/2010 che impegna il Governo a confrontarsi con gli enti locali gardesani per valutare tracciati alternativi, il 20 marzo scorso ha approvato a larga maggioranza una mozione presentata in tal senso dal Consigliere RinoPolloni.
Sono stati invitati il primo firmatario della risoluzione On. Giovanni Montagnoli, i presidenti delle Province di Brescia e di Verona, i Sindaci dei Comuni interessati, la Comunità del Garda, i rappresentanti di associazioni ambientaliste, produttive ed economiche del territorio.
L’amministrazione che rappresento – dichiara il primo cittadino – condivide le preoccupazioni espresse nella mozione consiliare, che a suo tempo aveva approvato, e si farà parte attiva per favorire il dialogo fra tutti i soggetti politici portatori di interessi, auspicando uno spostamento del tracciato a sud dell’emiciclo morenico .

Il Coordinamento No Tav delle Colline Moreniche e del Basso Garda ha organizzato per lunedì 23 luglio alle ore 14.00 un presidio all’esterno di Palazzo Todeschini in occasione del “tavolo tecnico” organizzato tra amministratori ed esponenti delle istituzioni.

Progetto TAV: quello che ci viene spacciato per “progr…esso”, in realtà è un’opera pubblica estremamente costosa, solo in parte finanziata dall’UE, e destinata a distruggere il nostro territorio con gravi danni per gli enti locali.
Invece di finanziare e potenziare le linee regionali ed interegionali, che rappresentano la maggiore utenza ferroviaria, si preferisce realizzare una linea ferroviaria nuova, la quale non è nemmeno adeguata al nostro territorio; infatti la morfologia e l’alta densità abitativa rendono impossibile raggiungere la velocità prevista dalla TAV.
A Desenzano la TAV comporterà tra le altre cose: l’abbattimento di cascine, case private e il consumo del 20% della nostra produzione viticola (Lugana).
A Lonato è prevista la realizzazione di una galleria lunga 7 chilometri che andrà a danneggiare irrimediabilmente la rete di falde acquifere del paese.
Noi vogliamo dire NO ad un modello di “sviluppo” disposto a sacrificare il territorio. Non vi può essere sviluppo se si consumano le fondamentali risorse naturali a nostra disposizione.

 

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15 comments

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    • Navdanya on 20 Luglio 2012 at 14:41
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    Il treno ad Alta velocità (Tav) e la città di Brescia. L’esigenza di correre, velocizzare gli spostamenti, aprirsi all’Europa. E la lentezza con cui di solito una comunità si adegua al cambiamento, con l’insofferenza di dover sopportare nuovi cantieri.
    Non sono ancora una realtà alla finestra, ma i lavori per la Tav già si profilano sotto casa per i bresciani. Se non ci saranno intoppi, le opere dovrebbero iniziare a metà del prossimo anno.

    Il lotto Treviglio-Brescia (oggi in via di realizzazione, in parallelo alla Brebemi) della tratta Milano-Verona della Tav è destinato a «invadere» la città, per arrivare alla fermata «Brescia centrale» (coincide con l’attuale stazione ferroviaria).
    Si tratta, in tutto, di quasi sette chilometri di binari, dal confine con Roncadelle alla stazione bresciana. Correranno tutti in affiancamento all’attuale linea ferroviaria Milano-Venezia, sul lato sud. In un certo senso, è come se il sedime ferroviario venisse un po’ più che raddoppiato: i treni regionali e locali coabiteranno quindi con quelli della Tav.
    Nella loro progressione, i nuovi binari – così come gli attuali – impatteranno con le infrastrutture viabilistiche e fluviali del reticolo cittadino, e, giocoforza, con gli immobili presenti nei dintorni.
    Da ovest verso est, quindi dall’origine dell’intervento, subito dopo la roggia Mandolossa, fino alla stazione cittadina, oltre al raddoppio della strada ferrata bisognerà sdoppiare anche tutte le infrastrutture esistenti (ponti, viadotti, sottopassi ecc.): il ponte Mandolossa (che oltrepassa l’omonimo torrente), quelli di via Roncadelle, via Colombaie e via Violino (che interferiscono con la viabilità locale), i viadotti Mella (sul fiume), quello della tangenziale Ovest e di via Dalmazia, la passerella pedonale di via Brozzoni e i sottovia di via Corsica e via Zima.

    È evidente che – per impiantare i cantieri e realizzare tutti i manufatti – sarà necessario chiudere al traffico le strade interessate e le aree limitrofe. Causando un bel po’ di disagi a residenti e automobilisti. Un «problemaccio» di cui il Comune di Brescia è ben cosciente. Non per nulla, la prima cosa che ha chiesto a Italferr (gruppo Ferrovie dello Stato, ente titolare del progetto) è di aprire i cantieri uno per volta, in successione, e mai contemporaneamente, per ridurre i disagi.

    Se nella zona più a ovest i problemi dovrebbero essere un po’ meno grevi, benché non da trascurare, i grattacapi arriveranno quando le opere si sposteranno sulla tangenziale Ovest e poi nelle vicinanze della stazione, tra via Dalmazia e via Corsica. In particolare, per la «lacerazione» dell’ultimo tratto su via Toscana, dove sarà necessario abbattere alcuni edifici.

    Partiamo dalla tangenziale: per raddoppiare l’attuale viadotto ferroviario bisognerà chiudere al transito almeno una corsia. Allontanata l’ipotesi di chiusura totale, i disagi saranno comunque altissimi anche con una sola carreggiata per senso di marcia ferma, dal momento che sull’arteria transitano ogni giorno 80mila veicoli. Se la Loggia definisce la tangenziale «il problema numero uno», grandissima attenzione andrà riservata anche al quadrilatero tra via Dalmazia e via Corsica, il tratto più urbanizzato di tutta la linea. In questa zona, lavori e cantieri «sono di casa» già da tempo e gli abitanti sanno che – terminate le opere della dorsale per il teleriscaldamento – dovranno pure sopportare quelle dell’Alta velocità. L’assessore Mario Labolani, in più, precisa che il Comune approfitterà dei lavori Tav «per realizzare nel frattempo altre opere necessarie, per non dover rivoluzionare di nuovo i quartieri».

    Mentre il collega Fabio Rolfi punta l’attenzione sull’area a Sud della stazione, su via Sostegno, «che andrebbe sistemata in concomitanza con i cantieri Tav, anche con un grande parcheggio».
    Giuliana Mossoni

    dal giornale di Brescia

    • Navdanya on 20 Luglio 2012 at 14:45
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    La media dei cantieri aperti in città in queste settimane? Tra i 90 ed i 100 siti di scavo attivi sulle strade. Un valore che non trascende in realtà la media annuale della nostra città, spiegano dal Comune di Brescia; a dimostrazione di ciò i tecnici riferiscono di 20 cantieri che hanno attinenza con la costruzione delle stazioni della metropolitana e quindi per lo più fuori dalla sede stradale, quindi un gran numero di scavi cumulativi (interventi sotto i 20 metri di scavo) ed interventi dalla durata di uno o due mesi come le opere in corso nelle vie Schivardi, per la dorsale del teleriscaldamento di via Corsica, Toscana, via Pace e via San Martino della Battaglia.
    «Un numero imponente di cantieri per la città, espressi in media, ma che ovviamente tiene conto anche del sito di lavoro sulla strada aperto il venerdì e mantenuto transennato per il fine settimana in cui non si lavora», continuano dal settore competente in Comune.

    Tutte opere che si inseriscono in un quadro di programmazione «che tiene conto delle necessità della città anche in vista degli appuntamenti che verranno con le grandi infrastrutture», grandi opere che senza metafore vengono indicate come «opere di totale trasformazione per la città, al pari dell’interazione con gli sbocchi in città della Brebemi ed il passaggio della linea d alta velocità», sottolinea dal Comune l’ing. Baronchelli.

    Dunque gran parte dei lavori di oggi sono legati in realtà alla programmazione dei disagi in divenire: «Abbiamo pianificato l’allargamento dei punti ferroviari connessi con il tracciato della Tav finanziato dal Cipe in parallelo con le opere della Brebemi. Assisteremo a breve all’avvio del raddoppio dei ponti ferroviari di via Roncadelle, via Rose, via Rose di sotto, Tangenziale Ovest, via Dalmazia e via Corsica. Infrastrutture che non saranno chiuse in contemporanea, ma i cui lavori comporteranno pesanti ricadute sulla viabilità. Per esempio – continuano i tecnici comunali – abbiamo previsto i lavori sulla dorsale del teleriscaldamentro in funzione di giungere alla fine lavori quando cominceranno gli interventi sul ponte di via Corsica.
    I camion porteranno il materiale sul tratto di strada oggi interessato dalla posa dei nuovi tubi della dorsale, mentre il Comune chiuderà da via Sostegno a piazzale Repubblica per l’estensione della rete con i tubi di nuova tecnologia, portando infine la rete ad estendersi nella città».

    Nell’agenda dei lavori anche l’avvio tra qualche mese dell’allargamento della Tangenziale sud (ne riferiamo in provincia) con le ricadute della chiusura delle rampe di accesso da Roncadelle e da Brescia Ovest della A4 per qualche mese. Disagi «programmati» dunque in vista di ulteriori momenti di difficoltà per il traffico: «anche gli scavi su via San Martino sono stati avviati durante la stagione delle scuole chiuse per ridurre i disagi agli studenti che usano i bus. Da qui la necessità di ultimare gli interventi entri i primi di settembre, così da poter riattivare le linee del trasporto pubblico».
    Roberto Manieri

    dal giornale di Brescia

    domamda? come verra’ spostata la terra contaminata da PCB ?

    • Navdanya on 20 Luglio 2012 at 14:54
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    intanto in via Toscana monta la protesta….

    http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151018237337906&set=a.442863137905.244044.774107905&type=1&theater

    • Navdanya on 21 Luglio 2012 at 16:39
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    Tav, rispunta il tracciato mantovano
    Lunedì a Desenzano il vertice per discutere il corridoio alternativo al Basso Garda. Il Governo: valutazione aperta

    di Francesco Romani

    Un treno Frecciarossa
    .CASTIGLIONE. Lo chiede la provincia di Brescia ed ora anche il Comune di Desenzano che ha chiamato a raccolta gli altri sindaci del tracciato ad un tavolo tecnico per fare fronte unico. La proposta da discutere: la linea ferroviaria ad Alta velocità, la Tav fra Brescia e Verona non deve passare sullo stretto fronte gardesano, così come prevede il progetto preliminare approvato, ma aggirando a sud le colline moreniche, attraversare il Mantovano in una linea fra Medole e Roverbella per entrare nel Veronese all’altezza di Villafranca. Una proposta già lanciata dal Parco per le colline moreniche anni fa e che sembrava caduta nel nulla, ma che ora sarà dibattuta ufficialmente dopo che il Governo ha accolto una risoluzione impegnandosi a verificare la possibilità di studiare alternative all’attuale tracciato e che la Provincia di Brescia ha valutato positivamente lo spostamento a sud dell’arco morenico dei binari. Contrario il consigliere provinciale di Sel Franco Tiana che dice: «La Tav non va fatta né nel Mantovano, né sul Garda». Ma quali sono i motivi dello spostamento a sud? Almeno quattro secondo il nascente, ma già l’agguerrito fronte bresciano.

    Costo inferiore

    Sui 48 km di percorso tra Brescia e Verona, 14 sarebbero in galleria, con costi almeno 10 volte superiori rispetto allo stesso percorso in rilevato o in trincea nel Mantovano. Costi difficilmente sostenibili in periodo di crisi economica, a cui si aggiunge un terreno geologicamente interessato da un sistema di acque sotterranee di cui non si conoscono precisamente consistenza e diffusione. Gli esempi? La galleria San Zeno di Lonato, spesso allagata, o la scelta di non fare tunnel sulla A4. Proprio perché l’interruzione della citata rete idrica sotterranea potrebbe provocare conseguenze inimmaginabili.

    I vigneti di pregio

    Non meno importante la parte che più si riferisce al territorio ‘visibile’, dai centinaia di ettari di terreni a vigne pregiate che con un progetto simile sono destinati a scomparire fino all’impatto economico negativo derivato dagli espropri o dalla vasta cantieristica. In Lugana vi sono più di mille ettari di terreno coltivato, di vigneti, un territorio con coltivazioni specializzate e proprio per questo da preservare. Con un importante ritorno per l’economia locale, confermato da un costante trend di crescita che si incrementerà anche nei prossimi anni.

    La durata dei cantieri

    I dati tecnici ad oggi disponibili confermano sia la durata media dei cantieri (da 5 a 10 anni) e la dimensione media dell’area stessa del cantiere, valutabile fino a 200 metri di larghezza mette di fronte la zona a un progetto che sconvolgerebbe interamente un territorio e tutta la sua determinata fisionomia, un territorio di chiara vocazione turistica e che subirebbe un considerevole impatto negativo . Il Mantovano verrebbe separato dall’area Gardesana per un lungo periodo. L’area dell’Alta Velocità affiancata all’A 4 a cantiere chiuso dovrebbe essere compresa tra i 20 e i 30 metri: questo significherebbe buttare giù tutti i ponti, rifare tutti i viadotti. Verrebbe sconvolto tutto il sistema viario e dunque anche turistico con un danno d’immagine ed economico impossibile da quantificare.

    I beni archeologici e storici

    Il tracciato approvato della Tav passa a un soffio dall’area del Lavagnone, che oggi è inserita come sito Unesco nel Patrimonio mondiale dell’Umanità per le sue palafitte lacustri

    «Sia il Comitato per il Parco delle Colline Moreniche che il Consorzio del Lugana, assieme ad altre realtà come il Consorzio Garda Hill, hanno studiato alternative – ha detto poi lo studioso Vittorio Messori al Corriere – non velleitarie ma proposte da tecnici. Si tratterebbe, cioè, di un modesto spostamento a Sud del tracciato, sì che passi non attraverso i colli ma nella pianura, dove i terreni sono assai meno pregiati, dove non ci sono eccellenze da difendere. Sarebbero (dicono i promotori della variante) alcuni chilometri in più, ma, paradossalmente, con un notevole risparmio».

    dalla Gazzetta di Mantova

    • Navdanya on 22 Luglio 2012 at 22:41
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    AVVISO DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO FINALIZZATO ALLA
    DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITA’ AI SENSI DELL’ ART. 169 DEL
    DECRETO LEGISLATIVO DEL 12 APRILE 2006 N. 163 e s.m.i..
    PROGETTO DEFINITIVO DELLA LINEA FERROVIARIA AV/AC TORINO –
    VENEZIA, TRATTA MILANO – VERONA – LOTTO FUNZIONALE TREVIGLIO –
    BRESCIA. (C.U.P. PROGETTO DEFINITIVO J41C07000000001)
    (INFRASTRUTTURA STRATEGICA DI INTERESSE NAZIONALE SECONDO L’ART. 1
    DELLA LEGGE 21 DICEMBRE 2001, N. 443 – LEGGE OBIETTIVO – Tratta AV/AC Treviglio
    – sfiocco interconnessione più undici chilometri della interconnessione di Brescia Ovest)
    La Società ITALFERR S.p.A. – Società con socio unico, soggetta all’attività di direzione e coordinamento di Ferrovie
    dello Stato S.p.A. – con sede legale in Roma, Via Marsala 53/67, in nome e per conto di R.F.I. S.p.A., comunica
    l’avviso di avvio del procedimento finalizzato alla integrazione della Dichiarazione di Pubblica Utilità del Progetto
    Definitivo Tratta Milano – Verona, Lotto Funzionale Treviglio – Brescia disposta con deliberazione CIPE n. 81 del
    21 settembre 2009…..

    http://www.italferr.it/cms-file/allegati/italferr/INT_AVV_TRE.pdf

    • Navdanya on 22 Luglio 2012 at 23:15
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    Espropri

    La Società Italferr S.p.A. è stata individuata da R.F.I. – Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. per l’espletamento delle attività connesse allo svolgimento delle procedure espropriative per Pubblica Utilità finalizzate alla realizzazioni e/o modifiche di tracciati ferroviari così come disciplinate dal testo unico sugli espropri – D.P.R. 327/2001 e s.m.i., comprese quelle previste in capo al Responsabile del Procedimento. Tale attività produce effetti sulle proprietà interessate dalle infrastrutture da realizzare e viene svolta successivamente all’apposizione del relativo vincolo preordinato all’esproprio, mediante procedura per Conferenza di Servizi ovvero processi autorizzatori ordinari, e successiva approvazione a cura di R.F.I. S.p.A. del progetto definitivo comportante dichiarazione implicita di pubblica utilità. Il testo unico sugli espropri individua la procedura da espletare ai fini dell’informativa pubblica dei soggetti interessati, prima dell’adozione dei provvedimenti sopra citati, come da elenco degli avvisi di dichiarazione di pubblica utilità di seguito riportati.
    http://www.italferr.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=d7030a472087a110VgnVCM1000003f16f90aRCRD&sortOrder=desc&page=3&sortColumn=1

    • Navdanya on 22 Luglio 2012 at 23:19
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    Dal Giornale di Brescia del 08/10/2010

    Tav, undici Comuni verso gli espropri

    Il «muso» del Freccia Rossa, uno dei treni Tav Il progetto della tratta alta capacità ferroviaria Treviglio-Brescia arriva ad una tappa importante. Italferr spa, infatti, ha avviato la procedura finalizzata alla dichiarazione di pubblica utilità, atto che prelude all”esproprio dei terreni sulla tratta interessata. Sono undici i Comuni bresciani interessati al progetto: Urago d”Oglio, Chiari, Castrezzato, Rovato, Cazzago San Martino, Travagliato, Ospitaletto, Castegnato, Roncadelle, Rudiano e Coccaglio. L”impianto dell”alta capacità ferroviaria, che nella nostra provincia in sostanza affiancherà il tracciato della Direttissima Brescia-Bergamo-Milano, nel tratto fra Treviglio e il nostro capoluogo si sviluppa per circa 53 chilometri, di cui: 40 di linea, 13 dell”interconnessione di Brescia Ovest e 4 definito in sede di progetto come penetrazione impianto ferroviario di Brescia. Il tracciato con caratteristiche proprie di linea ad Alta Capacità è integrata alle linee storiche attraverso il proseguimento verso Milano costituito dalla linea Milano, prima tratta già realizzata della linea che dovrebbe portare a Verona. Su gran parte dei territori interessati si tratterà «sofferenza» dopo l”esproprio – già avvenuto – delle aree utili alla Brebemi che, tra l”altro, ha dovuto tenere conto in fase progettuale dei treni veloci che affiancheranno le auto. Il tema della tempistica che potrebbe intercorrere tra il perfezionamento della dichiarazione di pubblica utilità non è di quelli celeri, considerato come il piano originario di esproprio sia già stato modificato a suo tempo. La dichiarazione di pubblica utilità consiste nell”accertamento che una determinata opera presenti quelle finalità d”interesse pubblico in virtù delle quali l”espropriazione può dirsi legittima. Si tratta non di un mero giudizio, ma di un vero e proprio provvedimento basato sul valutazioni tecniche e valutazioni di merito. Gli atti sono tre: l”approvazione del progetto; il piano attuativo; la definizione di una conferenza di servizi o il rilascio di concessione. Per quanto riguarda la tempistica che intercorre fra la dichiarazione e l”esproprio il termine legale di 5 anni ha natura sussidiaria, poiché altro termine può comunque essere fissato. Comunque, mentre per la Treviglio-Brescia i binari sembrano cosa almeno databile, diversa è la questione, che consideriamo prioritaria, della tratta Brescia-Verona. Di finanziamenti non se ne parla, così come da tempo non si aggiunge più un tassello all”idea della stazione Tav di Montichiari. Eppure il progetto è di quelli strategici, poiché – come si legge nell”atto pubblicizzato dalla Italferr, la stessa linea Milano-Verona è parte del corridoio europeo D: Lione-Torino-Milano-Venezia-Kiev ed è inserita nel progetto prioritario di Essen n. 6. Ricordiamo che nel marzo del 2009 si svolse a Villa Fenaroli di Rezzato il convegno «Il sistema dei trasporti bresciano nel panorama europeo», promosso dall”allora assessore provinciale ai Trasporti Valerio Prignachi. Tra i relatori c”erano l”ingegner Michele Mario Elia, amministratore delegato di Rfi spa (Rete ferroviaria italiana, società del Gruppo Ferrovie dello Stato) che nell”intervento formulò la ragionevole previsione sulla data di apertura del cantiere: «Entro l”anno». Previsione peraltro allora confermata dall”assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo, pure presente al convegno. Allo stato di fatto crediamo – sperando di essere smentiti dai fatti – che di anni ne passeranno ancora un po”. All”inizio del 2009, comunque, la stima dell”opera era di 2 miliardi. Da allora è passata ancora tanta acqua sotto i ponti, lasciando sul tappeto una domanda semplice semplice: «Avete visto un cantiere della Tav?».

    • Navdanya on 22 Luglio 2012 at 23:23
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    stato avanzamento lavori dal sito di Rfi
    http://www.rfi.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=3b8cb4050e64c110VgnVCM1000003f16f90aRCRD

    • Navdanya on 25 Luglio 2012 at 00:21
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    L’Alta Velocità arriva a Desenzano: dentro il vertice, fuori le proteste
    A Palazzo Todeschini il primo vertice di confronto da sette anni a questa parte, insieme a sindaci e consiglieri, associazioni e consorzi. Poco fuori la protesta pacifica di quelli che la TAV non la vogliono proprio vedere
    di Alessandro Gatta 24/07/2012

    A Desenzano del Garda si comincia a fare sul serio e a parlare di TAV, l’Alta Velocità che passerà tra Brescia e Verona e che stando al progetto attuale passerà anche dal Garda, tra le Colline Moreniche, tra i vitigni del Lugana. Palazzo Todeschini diviene il teatro di un primo incontro, organizzato dal Comune di Desenzano e dal Comitato Colline Moreniche (con Lovisetto e Stanziani presenti in loco), il primo vero vertice di confronto da sette anni a questa parte, e che ha preso in esame la mozione firmata Rino Polloni (consigliere comunale Lega Nord) e datata marzo 2011, e i successivi richiami parlamentari di Alessandro Montagnoli, Pierangelo Ferrari e Gianpaolo Fogliardi, tutti presenti in sala.

    All’ordine del giorno la possibilità di deviare il tracciato, spostarlo appena più a sud così da preservare un territorio non certo immacolato ma dal chiaro interesse turistico, economico e paesaggistico. Nella gremita sala che dà sul Porto Vecchio non sono mancati i rappresentanti delle due Province coinvolte, il presidente bresciano Daniele Molgora e il vicario di Verona Gualtiero Mazzi, oltre a varie associazioni da tempo impegnate sul territorio, il citato Comitato e il Consorzio Garda Hills, il Consorzio per la Tutela del Lugana e quello del Custoza, i sindaci dei dintorni come Elena Zanola, consiglieri regionali come Gian Antonio Girelli.

    Padrona di casa la neo eletta Rosa Leso, sindaco di Desenzano al termine della recentissima tornata elettorale. “Abbiamo bisogno di un’alternativa – ci anticipa il primo cittadino desenzanese – che riesca a portare un vero equilibrio, con il minor impatto possibile. Stiamo lavorando insieme, con una fortunata unione d’intenti, per impegnarci in proposte costruttive senza sbandierare l’inutile ideologia del NO a prescindere. Trovare dunque una conciliazione tra interessi territoriali ed economici, ragionare in termini propositivi, senza gravare sull’ambiente che ci circonda”.

    Anche in Provincia di Brescia, all’unanimità, è stata approvata un’analoga mozione: se la TAV si deve fare – troppi gli interessi intrecciati, troppi i soldi investiti – tanto vale mitigarne gli effetti, a breve e a lungo termine. Un inedito tête-à-tête PD-Lega: “Questa volta il colore politico non c’entra – spiega infatti Montagnoli – dobbiamo affrontare un problema di territorio. La TAV è un intervento necessario, ma va fatta nella maniera migliore”. Pari eco arriva anche dai deputati PD, Fogliardi e Ferrari: “Il mondo va avanti, e di pari passo si deve procedere. Ma la volontà del territorio è chiara, così come la sua determinazione. I Comuni delle due Regioni, insieme, possono raggiungere un notevole potere contrattuale, faremo di tutto per spostare l’Alta Velocità di pochi chilometri più a sud, evitando spese inutili, interventi rischiosi, danneggiamenti irreversibili”.

    TAV: a Desenzano vertice e proteste – © Bresciatoday.it
    La pensano allo stesso modo anche Molgora e Mazzi, che all’unisono parlano di “un accordo territoriale totale”, magari in tempi brevi, per “studiare un progetto migliore”, che possa davvero salvare “il delicato equilibrio del Basso Garda”, l’agricoltura e il turismo. Ma se dentro al Palazzo gli interventi si susseguono poco fuori infuria la pacifica protesta di chi la TAV non la può proprio vedere, e che non vuole accettare quella che “pare una speculazione”, e che a nessuno serve se non ai “soliti noti”. Sinistra ecologia e Libertà, Rifondazione Comunista, Desenzano in Movimento, sotto la bandiera del Comitato NO TAV Colline Moreniche, cittadini-attivisti-ambientalisti.

    Come Giovanni Contiero, che della presunta discussione interna si dice convinto che “in realtà non si discute affatto”, e che qualsiasi proposta, anche se diversa dal progetto preliminare, “risulterà sempre inaccettabile”, in ogni caso. “Un progetto che ci costerà 35 milioni al chilometro, tre volte più che in Francia, una linea velocissima che però è incompatibile con il nostro contesto, che distruggerà il territorio, che ci porterà un debito così preoccupante da ripercuotersi per generazioni”.

    E ce lo ripete anche Franco Tiana, consigliere di SEL per la Provincia mantovana: “Quest’opera è sinonimo di malaffare, di speculazione. Senza alcuna utilità ai cittadini, anzi. Darà il colpo decisivo alle risorse per il Trasporto Pubblico Locale, ai treni per i pendolari, alle infrastrutture già carenti. Non importa se la faranno a Brescia oppure a Mantova, il problema ambientale va affrontato veramente, la TAV deve essere bloccata. Dobbiamo investire e migliorare il servizio che già abbiamo, e non distruggere il territorio, distruggere il nostro futuro”.

    http://www.bresciatoday.it/cronaca/desenzano-garda-tav-palazzo-todeschini.html

    • Navdanya on 25 Luglio 2012 at 09:52
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    Progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori per la realizzazione delle “opere civili per la penetrazione urbana della linea AV/AC nel Nodo di Brescia e sistemazione a PRG della stazione di Brescia”.

    http://www.gare.italferr.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=cd8056fa54af3310VgnVCM1000008916f90aRCRD

    • Franco on 25 Luglio 2012 at 17:41

    Da qualche parte ho letto: approvata dallo Stato, democraticamente. Quale falsità! Cosa significa democraticamente? Le popolazioni, famiglie e imprese, in particolare quelle direttamente coinvolte, non sono mai state interpellate. Oltretutto sono le stesse popolazioni già espropriate due volte in passato, per la realizzazione e l’ampliamento dell’A4. Che buffonata. E poi ancora, se il Parlamento ed in particolare la IX Commissione dei Trasporti, ha votato nel 2010 una mozione alla unanimità (fatto di per sè eccezionale) per lo spostamento del tracciato, che fine ha fatto quella mozione? Evviva il Parlamento sovrano! Altro che democraticamente. Chi scaverà sul fronte Br-Vr? Cercate i nomi! Io non mi stupirei se alla fine si trovassero le stesse imprese che scavano in ValSusa. La democrazia non è di questo Paese!

    • Navdanya on 25 Luglio 2012 at 22:54
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    intervista negli studi di Radio Onda d’Urto ai No Tav di via Toscana

    http://www.radiondadurto.org/2012/07/25/tav-a-brescia-distruggera-3-palazzine/

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