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Mag 12

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MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA PER I BENI COMUNI CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI

17maggio

BASTA AUSTERITA’! BASTA PRIVATIZZAZIONI! ACQUA, TERRA, LAVORO, REDDITO, CASA, BENI COMUNI, DIRITTI SOCIALI E DEMOCRAZIA IN ITALIA E IN EUROPA

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Appello per la costruzione di una manifestazione nazionale il 17 maggio

Una nuova stagione di privatizzazione dei beni comuni, di attacco ai diritti sociali e alla democrazia è alle porte.

Se la straordinaria vittoria referendaria del 2011 ha dimostrato la fine del consenso all’ideologia del “privato è bello”, e se la miriade di conflittualità aperte sulla difesa dei beni comuni e la difesa dei territori suggeriscono la possibilità e l’urgenza di un altro modello sociale, la crisi, costruita attorno alla trappola del debito pubblico, ha riproposto con forza e ferocia l’ideologia del “privato è obbligatorio e ineluttabile”.

L’obiettivo è chiaro: consentire all’enorme massa di denaro accumulata sui mercati finanziari di potersi impossessare della ricchezza sociale del Paese, imponendo un modello produttivo contaminante, mercificando i beni comuni e alienando i diritti di tutti.

Le conseguenze sono altrettanto chiare: un drammatico impoverimento di ampie fasce della popolazione, sottoposte a perdita del lavoro, del reddito, della possibilità di accesso ai servizi, ai danni ambientali e ai conseguenti impatti sulla salute, con preoccupanti segnali di diffusione di disperazione individuale e sociale.

Il Governo Renzi, sostenuto dall’imponente grancassa dei mass-media e in piena continuità con gli esecutivi precedenti, sta accelerando l’approfondimento delle politiche liberiste, rendendo irreversibile, attraverso il decreto Poletti e il Job Act, la precarietà del lavoro e della vita delle persone; continuando a comprimere gli spazi democratici delle comunità costrette a subire gli effetti delle devastazioni ambientali, delle grandi opere, dei grandi eventi e delle speculazione finanziaria e immobiliare; mettendo a rischio, attraverso i tagli alla spesa, il diritto alla salute, alla scuola e all’università, e la conservazione della natura e delle risorse.

Dentro questo disegno, viene messa in discussione la stessa democrazia, con una nuova spinta neoautoritaria che toglie rappresentatività alle istituzioni legislative (in particolare la nuova legge elettorale “Italicum”) ed aumenta i poteri del Governo e del Presidente del Consiglio, e con l’attacco alla funzione pubblica e sociale degli enti locali.

Tutto ciò in piena sudditanza con i vincoli dell’elite politico-finanziarie che governano l’Unione Europea e che, le politiche di austerità, i vincoli monetaristi imposti dalla BCE, il patto di stabilità, il fiscal compact e l’imminente trattato di libero scambio USA-UE (TTIP), cercano di imporre la fine di qualsivoglia stato sociale e la piena mercificazione dei beni comuni.

A tutto questo è giunto il momento di dire basta.

In questi anni, dentro le conflittualità aperte in questo paese, sono maturate esperienze di lotta molteplici e variegate ma tutte accomunate da un comune sentire: non vi sarà alcuna uscita dalla crisi che non passi attraverso una mobilitazione sociale diffusa per la riappropriazione sociale dei beni comuni, della gestione dei territori, della ricchezza sociale prodotta, di una nuova democrazia partecipativa.

Sono esperienze che, mentre producono importantissime resistenze sui temi dell’acqua, dei beni comuni e della difesa del territorio, dell’autodeterminazione alimentare, del diritto all’istruzione, alla salute e all’abitare, del contrasto alla precarietà della vita e alla mercificazione della società, prefigurano la possibilità di una radicale inversione di rotta e la costruzione di un altro modello sociale e di democrazia.

Vogliamo fermare la nuova stagione di privatizzazioni, precarietà e devastazione ambientale.

Vogliamo costruire assieme un nuovo futuro.
Vogliamo collegarci alle diffuse mobilitazioni europee,  per affermare la difesa dei beni comuni nella dimensione continentale, a partire dal semestre italiano di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea.

Vogliamo costruire un appuntamento collettivo che nasca in ogni territorio dentro momenti di confronto e iniziative reticolari, che, a partire da oggi, mettano in campo reti e associazioni, comitati, movimenti e organizzazioni sociali per arrivare tutte e tutti assieme ad una grande manifestazione nazionale a Roma per sabato 17 Maggio, con partenza da Piazza della Repubblica alle ore 14.00.

Stop privatizzazioni   –  Stop precarietà   –  Stop devastazione ambientale

Per la riappropriazione sociale dell’acqua, dei beni comuni, del territorio

Per la difesa e l’estensione dei servizi pubblici e dei diritti sociali

Stop fiscal compact   –  Stop pareggio di bilancio e patto di stabilità   –  Stop TTIP

Per la riappropriazione delle risorse e della ricchezza sociale

Per la difesa e l’estensione della democrazia

Dettagli sull'autore

Navdanya

Navdanya è la trx di Radio Onda d'Urto dedicata al consumo critico, all'economia solidale e all'ecologia.
http://navdanya.radiondadurto.org/

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1 comment

  1. Navdanya

    No Grandi Navi, No Grandi Opere. Acqua, terra, casa, reddito e diritti. Conquistiamo i Beni Comuni!
    Tutti assieme a Roma sabato 17 maggio 2014!

    6 / 5 / 2014
    Per sabato 17 maggio il Forum italiano dei movimenti per l’Acqua ha indetto una manifestazione nazionale a Roma in difesa dei beni comuni.
    Come No Grandi Navi di Venezia abbiamo da subito aderito e invitiamo a partecipare alla giornata di mobilitazione, costruendo insieme un’unica significativa partecipazione dal Veneto, i comitati dell’acqua, i movimenti che si battono contro le grandi opere e a difesa dei beni comuni, le associazioni e i gruppi di tutta la nostra Regione.
    La nostra battaglia per allontanare definitivamente i “mostri del mare” dalla Laguna è arrivata ad uno snodo decisivo: nelle prossime settimane il Governo nazionale deciderà se adottare la falsa soluzione che prevede lo scavo di nuovi profondi canali, con il rischio di devastare irreparabilmente l’ecosistema lagunare, pur di mantenere l’attuale stazione Marittima, o se imboccare la strada di una vera alternativa da realizzare fuori dalle bocche di porto, introducendo da subito stretti limiti di tonnellaggio. È decisivo che la posta in gioco sia compresa da tutti – a livello regionale, nazionale e internazionale – e che questa battaglia sia da tutti assunta.
    Ma, dopo aver manifestato insieme il 30 novembre scorso a Venezia e aver animato con successo le giornate di lotta del 21 e 22 febbraio scorsi, potremo essere in centinaia a Roma non solo per riaffermare che le grandi navi devono stare fuori dalla Laguna, ma anche per dare più forza a tutte le battaglie che ci vedono impegnati, per ribadire che i beni comuni non possono essere svenduti o messi a profitto, per contrastare la logica della distruzione del territorio e quella delle grandi opere che favoriscono l’intreccio tra affari e politica, sempre le stesse lobby che, dal Passante al project financing ospedaliero, dalla Pedemontana al Mo.S.E., dall’autostrada Mestre-Orte alle grandi navi, sostengono questi progetti inutili e devastanti, fino ad alimentare le cosiddette “economie criminali”.
    Del resto, la piattaforma stessa della manifestazione non si ferma alla questione ambientale. Il movimento per l’acqua ha scelto di includere rivendicazioni che toccano le difficili condizioni di vita di milioni di persone nel nostro Paese: la lotta alle fallimentari politiche dell’austerity, per reddito, casa e diritti sociali per tutte e tutti. È una scelta che condividiamo perché sottolinea la necessità di un profondo cambiamento nelle scelte di allocazione delle risorse finanziarie pubbliche: dalle grandi opere inutili e devastanti a quegli interventi necessari alla sicurezza del territorio e ad un’autentica riqualificazione ambientale, fino ad una più equa ridistribuzione della ricchezza. Ed è questa questione democratica per eccellenza: se scelte scellerate, prese nel nome dell’interesse economico di pochi, potranno ancora essere imposte sulla testa della volontà di intere comunità locali, portatrici dell’interesse comune di molti.
    È con questo spirito che proponiamo a tutte e tutti di contribuire insieme alla costruzione di un grande spezzone dal Veneto, di tutte le lotte diffuse nel nostro territorio contro la distruzione dell’ambiente e le grandi opere, per la difesa e l’autogoverno dei beni comuni, per il reddito e i diritti sociali, per la democrazia. Noi ci mettiamo da subito a disposizione di questo percorso.
    Assemblea No Grandi Navi – Venezia
    Per adesioni e info: nograndinavi@gmail.com

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