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Set 08

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NO TAV: NASCE IL COMITATO CITTADINO DI VIA TOSCANA

Sono anni che le cronache ci raccontano della lotta  e della resistenza in Val di Susa contro la Tav. Oggi questa battaglia si combatte anche a Brescia e nelle nostre province. Perché la Tav riguarda anche noi bresciani in prima persona. Decine di persone, 25 famiglie, nostri concittadini, si ritroveranno infatti espropriati delle proprie case e dei propri terreni per far posto all’alta velocità. E questa assurda verità l’ hanno appresa solamente poco piu’ di un mese fa leggendo i quotidiani locali. Nessuno li aveva avvisati di quello che gli stava capitando: ne’ l’Amministrazione Comunale che per voce del vicesindaco Rolfi si è trincerata dietro un laconico ” non spettava noi farlo ” , ne’ Italferr , la concessionaria dei lavori, che ha invece dichiarato ” le pratiche burocratiche sono state eseguite in modo corretto”. Sta’ di fatto che i cittadini di via Toscana a Brescia non sanno ancora quale sara’ la loro sorte: quando dovranno lasciare le loro case che abitano da oltre 40 anni e dove dovranno andare.

Domani, mercoledi 5 settembre , si costituiranno ufficialmente nel Comitato cittadino di via Toscana , con un incontro convocato alle 20.45 nel salone della Parrocchia San Giovanni Bosco ( Salesiani ) . Un assemblea aperta a tutti gli interessati che serve per fare il punto della situazione e decidere eventuali iniziative da mettere in campo.

Lunedi 10 settembre i cittadini No Tav di via Toscana parteciperanno all’incontro promosso dagli attivisti della RAB, la Rete Antinocivita’ Bresciana , per fare il punto sulle nocivita’ ambientali di Brescia e Provincia. Ci saranno anche gli attivisti del Coordinamento No Tav del Basso Garda e delle Colline Moreniche. L’appuntamento è alle 21.00 presso la sede della RAB in via Saleri 19 a Sant’Eufemia.

 

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  1. Navdanya

    NO TAV : E’ NATO IL COMITATO DI VIA TOSCANA PER CONTRASTARE IL PROGETTO
    Sono 27 , ma il numero potrebbe crescere nelle prossime ore , le famiglie che hanno aderito al Comitato di via Toscana , nato ufficialmente al termine dell’assemblea che si è svolta nella serata di mercoledi 5 settembre nel salone della parrocchia di San Giovanni Bosco. In gran parte si tratta di residenti le cui abitazioni verranno demolite a causa dei lavori di costruzione della linea ad alta velocita’ Treviglio – Brescia in fase di realizzazione. Portavoce sono Maurizio Zanini e Daniele Moratto che nel corso della serata hanno illustrato i contenuti ed i propositi della neonata associazione.

    L’obiettivo del Comitato è evitare la demolizione delle case e per metterlo in pratica è stato individuato un percorso in tre tappe. Innanzi tutto l’individuazione di eventuali appigli legali al progetto presentato da Italferr (gruppo Ferrovie dello Stato) il cui bando, però, è scaduto nel 2007 e prevedeva 60 giorni di tempo per presentare eventuali osservazioni. Poi la proposta di una modifica al progetto originario, con varianti che lascino inalterato l’assetto attuale di via Toscana. Le 31 abitazioni interessate alla demolizione insistono infatti sul terreno su cui dovrebbero sorgere i nuovi binari della Tav e il muro fonoassorbente che li separerà dalle altre case. Nel caso in cui entrambe queste soluzioni non andassero in porto il Comitato intende individuare un percorso comune volto ad ottenere il massimo beneficio sia logistico che economico per gli espropriati.

    Nello statuto, molto articolato, sono individuati anche alcuni punti che “ impegnano “ il Comitato a “ un costante monitoraggio dei progetti e degli interventi presenti e futuri promossi da Italferr SPA nell’ambito della realizzazione dell’attraversamento urbano in Brescia della Tav “ e a sviluppare “ iniziative atte a consentire lo sviluppo di una maggiore e piu’ diffusa partecipazione dei cittadini nelle decisioni riguardanti la pianificazione territoriale , con particolare riferimento alla Tav , e ad una piu’ tempestiva e trasparente comunicazione delle stesse alla cittadinanza “.

    Agli associati , divisi in abbattuti, murati, allarmati e solidali , è stato chiesto un contributo associativo di 100 euro per unità abitativa, più eventuali quote straordinarie da stabilire di volta in volta. Tra qualche giorno sara’ attivo un portale internet e si sta’ pensando a una Festa popolare da tenersi entro la prima meta’ di ottobre

    Ascolta la trx con le registrazioni della serata

    http://www.radiondadurto.org/2012/09/06/no-tav-e-nato-il-comitato-di-via-toscana-per-contrastare-il-progetto/

  2. Navdanya

    Si sono costituiti in comitato i residenti di via Toscana, strada posta sul tracciato della linea della Tav Treviglio-Brescia.
    Se la bretella di collegamento (che da Castrezzato si ricongiungerà al centro città a circa 4 km dalla stazione, passando in via Toscana) venisse realizzata così come progettato, 31 abitazioni verrebbero espropriate e demolite ed altrettante famiglie verrebbero in questo modo private della casa in cui vivono da anni, acquistata con i sacrifici di una vita.
    Ma si presenterebbe inoltre il problema di vivibilità della zona, attraversata da una infrastruttura di forte impatto.
    Il “Comitato via Toscana” ha preso le mosse mercoledì nel salone della parrocchia di San Giovanni Bosco. Portavoce sono Maurizio Zanini e Daniele Moratto che hanno illustrato i contenuti ed i propositi della neonata associazione.
    Tra le prime richieste formulate dai residenti di via Toscana quella di presentare un ricorso alla Italferr (gruppo Ferrovie dello Stato) il cui bando, però, è scaduto nel 2007 e prevedeva 60 giorni di tempo per presentare eventuali osservazioni.
    Il Comitato ha formulato anche la proposta di una modifica al progetto originario, con varianti che lascino inalterato l’assetto attuale di via Toscana.
    Le 31 abitazioni insistono sul terreno su cui dovrebbero sorgere i nuovi binari della Tav e il muro fonoassorbente che li separerà dalle altre case.
    Nel caso in cui nessuna delle strade indicate si rivelasse fruttuosa, i residenti intendono avviare un percorso di confronto per limitare i disagi ai cittadini ed il massimo risarcimento possibile. Per aderire al Comitato viene chiesto un contributo associativo di 100 euro per unità abitativa, più eventuali quote straordinarie da stabilire.
    da quibrescia.it

  3. Navdanya

    150 aziende agricole per 200 ettari di terreni espropriati: ecco i numeri della Tav bresciana

    Duecento ettari di terreni agricoli verranno divorati dal cemento della Tav, la linea ferroviaria ad Alta Velocità che muterà il paesaggio tra Treviglio e Brescia.

    Centocinquanta le aziende agricole che verranno espropriate dei propri terreni, il tutto per fare in modo che tra quatto anni i treni della Tav possano sfrecciare a 300 chilometri orari in mezzo alla campagna bresciana. Un bel sacrificio per il territorio agricolo bresciano, già fortemente impoverito dalla realizzazione in parallelo della Brebemi, la nuova linea autostradale che collegherà Brescia a Bergamo e Milano. Al momento non si segnalano ancora contenziosi importanti con le aziende agricole espropriate, forse perchè la Cepav 2 si sta muovendo velocemente per corrispondere il dovuto, evitando così che lunghi contenziosi giudiziari ritardino la tabella di marcia dei lavori

    da bresciapoint.it

  4. Navdanya

    Tav, cantieri nel 2013: intanto sbarca sul web
    La Tav a Brescia? I cantieri si apriranno solo dopo la primavera del 2013.

    Lo comunicano dalla Loggia, dopo che, nella mattinata di venerdì 7 settembre, il vicesindaco Fabio Rolfi, l’assessore all’Urbanistica Paola Vilardi e l’assessore ai Lavori pubblici Mario Labolani hanno incontrato i rappresentanti di Ferrovie dello Stato per approfondire effetti e cronoprogramma del progetto attuativo della linea ad alta velocità che transiterà da Brescia, che interesserà in particolar modo la zona di via Toscana.
    Il termine della progettazione esecutiva è fissato per la primavera 2013 e solo successivamente verranno avviati i cantieri. Durante l’incontro, gli assessori hanno voluto approfondire il tema degli espropri e degli abbattimenti, per poter offrire ai cittadini la massima chiarezza e trasparenza e per progettare un percorso di assistenza dedicato ai residenti interessati.
    Proprio in questa direzione, l’Amministrazione comunale nelle prossime settimane organizzerà, in collaborazione con Ferrovie dello Stato, un incontro rivolto e riservato alle persone coinvolte dagli interventi demolitivi, per offrire un canale diretto di informazione circa il progetto, le ricadute e gli interventi compensativi che saranno realizzati da Ferrovie dello Stato.
    Nel contempo, si è stabilito di individuare all’interno della pianta organica comunale una figura tecnica di riferimento, il responsabile del settore Strade ing. Alessandro Baronchelli, che sarà il referente del progetto per conto del Comune di Brescia.
    Si è inoltre deciso che verrà attivata a breve sul portale web http://www.comune.brescia.it una apposita sezione dedicata all’Alta velocità, nella quale sarà possibile reperire informazioni e tutto il materiale relativo.
    “L’Amministrazione comunale”, conclude la nota di palazzo Loggia, “intende in questo modo far sentire la propria vicinanza, il proprio supporto e la propria disponibilità a tutti i cittadini coinvolti da un progetto che è stato definito e attivato diversi anni fa e che ora sta entrando nella fase esecutiva”.

    da quibrescia.it

  5. Navdanya

    Tav in arrivo, dal 2013 cantieri aperti in città
    OPERE PUBBLICHE. Dopo la metropolitana ecco l’alta velocità. Dieci, tra ponti e viadotti, saranno raddoppiati I lavori nell’Ovest cittadino, con alcuni espropri

    08/09/2012
    e-mailprintA
    Un treno ad alta velocità Brescia. La Tav sta per arrivare a Brescia. L’anno prossimo i cantieri invaderanno l’Ovest cittadino. E fino al 2016 saranno tre anni di passione. Espropri sono previsti al Violino e in via Toscana. Dieci tra ponti e viadotti dovranno essere raddoppiati. La Loggia si prepara quantomeno ad attutire il colpo, ma non c’è da farsi troppe illusioni. Dopo nove anni di lavori per la metropolitana, e quasi tre di rifacimento della tangenziale sud la città è stressata. Non sarà una passeggiata. Ieri il vicesindaco Fabio Rolfi, gli assessori ai Lavori pubblici Mario Labolani e all’Urbanistica Paola Vilardi incontreranno (ne riferiamo a lato) i vertici di Italferr, società partecipata al 100 per cento da Ferrovie dello Stato che progetta e controlla la realizzazione dell’Alta velocità. Hanno trattato per ridurre al minimo i disagi. L’OBIETTIVO della Loggia è esplorare le possibilità di evitare un impatto troppo pesante per i cittadini, che già si stanno organizzando, come hanno fatto l’altro giorno quelli di via Toscana. «Li ho già incontrati – precisa Rolfi – e ho dato la mia disponibilità ad assisterli nella fase di contrattazione». In quella via, oltre ai due binari della Milano-Venezia ne esistono già altri due di smistamento. Se ne dovrà costruire un quinto, più un muro fonoassorbente. Il progetto definitivo prevede l’abbattimento di un paio di garage e tre palazzine (35 famiglie coinvolte). Va detto che il tracciato passerebbe a pochi metri dalle abitazioni, non proprio sopra, e bisognerà capire se ci sono margini per salvarle. Labolani non dà certo per scontato l’abbattimento. «Stiamo esaminando il problema da tempo – confessa – e siamo preoccupati quanto i cittadini, seguiamo molto attentamente il problema di via Toscana, ma anche delle altre aree che saranno interessate dai cantieri». Sarà molto difficile, invece, salvare la cascina di via Violino. I binari vi passeranno proprio sopra e dovrà essere sgombrata. ORMAI l’Alta velocità Treviglio-Brescia è un dato di fatto. Il progetto definitivo è stato approvato dal Cipe nel 2009 e si innesta sul nodo cittadino tramite 12 chilometri di interconnessione per raggiungere la Stazione con altri sette chilometri di attraversamento urbani in affiancamento alla ferrovia esistente. In aprile del 2011 è stato sottoscritto l’atto integrativo con il General contractor Cepav 2, che ha dato avvio all’opera già arrivata al 12 per cento di avanzamento. I lavori sui sette chilometri di attraversamento cittadino dovrebbero partire nella primavera/estate prossima. Nella parte più a ovest, verso la Mandolossa, i problemi, sebbene da non sottovalutare, dovrebbero essere meno gravi, poichéda un lato la linea attraversa terreni agricoli e dall’altro resterebbe tempo per smaltire almeno in parte i cantieri della terza corsia della tangenziale sud legati a Brebemi. A far paura è quanto potrà accadere nelle zone più urbanizzate, verso la Stazione. In ogni caso, su tutto l’attraversamento, a partire dal confine con Roncadelle, per fare largo ai binari Tav appaiati alla linea esistente dovranno essere raddoppiati o rifatti daccapo nove tra ponti e sovrappassi, sul torrente Mandolossa, in via Roncadelle, Colombaie, Violino, sul fiume Mella, e poi sulla tangenziale ovest, su via Dalmazia e via Corsica. E in particolare gli ultimi tre rischiano di gettare nel caos per mesi la viabilità cittadina. IL COMUNE sta trattando con le Ferrovie soprattutto per la tangenziale. Sgomberato il campo dalla insostenibile chiusura totale, l’ultima ipotesi è che durante i lavori l’arteria da 80 mila veicoli al giorno venga ridotta a una corsia per senso di marcia. Ma la cosa spaventa. «Abbiamo delle riserve su questa ipotesi – dice Rolfi – c’è il rischio che per mesi il traffico si dirotti sulla viabilità ordinaria mettendo in crisi la città». Per nulla da sottovalutare sono pure i nodi di via Dalmazia e via Corsica. Le due strade dovranno chiudere per almeno sei mesi ed è facile immaginare le conseguenze sul traffico. Il Comune ne è ben cosciente, tant’è che in primo luogo ha chiesto a Italferr di aprire i cantieri uno per volta, in successione e mai contemporaneamente, in modo da ridurre al minimo l’impatto. Via Corsica, poi, sarà interessata anche dal rifacimento del teleriscaldamento. «Stiamo lavorando a un cronoprogramma – dice Labolani – che permetta di fare entrambi i lavori contemporaneamente». In ogni caso, «i commercianti andranno sostenuti con risorse – aggiunge Rolfi – concertate con Italferr». L’idea che la città possa almeno giovare di «ricadute economiche» a parziale compenso dei disagi è nell’agenda della Loggia. E il vicesindaco pensa di ricavarci pure qualcosa per far ripartire l’area di trasformazione di via Sostegno ferma al palo. «L’intervento Tav mobilita ingenti risorse – osserva -, via Sostegno è una ferita aperta e potrebbe essere un’importante occasione per realizzare quanto previsto dal Pgt con il concorso dei privati». Sarebbe il lato buono della medaglia.
    da bresciaoggi

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