«

»

Ago 28

Stampa Articolo

NO TAV NEL BASSO GARDA: giovedi 30 agosto incontro a Castiglione delle Stiviere

Il 23 luglio a Desenzano del Garda si è svolto un tavolo tecnico indetto dalla neo sindaco Rosa Leso, per discutere l’eventualità di uno spostamento del tracciato della TAV dal Basso Garda all’AltoMantovano. Al tavolo sono stati invitati esponenti di istituzioni , associazioni e forze politiche, ma non i diretti interessati, e cioè i sindaci dei comuni dell’Alto Matovano a cui si vuole scaricare il barile della grande opera inutile.

Pretesto per lo spostamento, la distruzione di parte dei vigneti del Lugana e la diminuzione dei costi portando il tracciato in pianura.

Il COORDINAMENTO NO TAV BASSO GARDA-COLLINE MORENICHE si oppone fermamente a qualsiasi ipotesi di costruzione della Tav nel Basso Garda quanto nell’Alto Mantovano, ribadendo che l’unica soluzione accettabile, sia dal punto di vista economico che da quello ambientale, sia il potenziamento della linea ferroviaria esistente.

 CI VEDIAMO GIOVEDI 30 AGOSTO alle 20.30 all’ ARCI DALLO’ di CASTIGLIONE DELLE STIVIERE per organizzare con gli abitanti  dell’Alto Mantovano la resistenza al progetto Tav.

PARTECIPATE!!!

Dettagli sull'autore

Navdanya

Navdanya è la trx di Radio Onda d'Urto dedicata al consumo critico, all'economia solidale e all'ecologia.
http://navdanya.radiondadurto.org/

Permalink link a questo articolo: http://www.antinocivitabs.org/no-tav-nel-basso-garda-giovedi-30-agosto-incontro-a-castiglione-delle-stiviere.html

2 comments

  1. Navdanya

    UN COMITATO UNITARIO NO TAV ALTO MANTOVANO-BASSO GARDA
    PER FERMARE UNA “GRANDE OPERA” INUTILE E DEVASTANTE

    Il Circolo SEL dell’Alto Mantovano ha dato vita, nei mesi di luglio e agosto, a varie iniziative e ha prodotto diversi documenti ( ampiamente riportati dalla stampa provinciale e locale ) per ribadire il proprio NO al passaggio della TAV nel territorio dell’Alto Mantovano e nella zona delle Colline Moreniche

    SEL è sempre stata contraria a quest’opera che sicuramente danneggerebbe l’assetto ambientale della zona, comporterebbe un incalcolabile dispendio di risorse e distrarrebbe fondi che potrebbero essere utilizzati per migliorare o creare servizi di pubblica utilità (si pensi, ad esempio, alla situazione in cui versano scuola e sanità o, più semplicemente, alle condizioni in cui si trovano i treni di cui i lavoratori pendolari usufruiscono quotidianamente). Un progetto sostanzialmente da contrastare e da respingere con fermezza perché la TAV non è solo un treno ma è il segno di un modello di sviluppo devastante e senza futuro.

    La necessità di intervenire deriva dal fatto che alcuni enti locali bresciani, sostenuti da politici, parlamentari, consiglieri regionali e da qualche associazione, hanno deciso di proporre una modifica del tracciato originale (che prevede il passaggio della TAV nell’area morenica bresciana) per dirottarlo in territorio mantovano. Infatti, il neo Sindaco di Desenzano, in un incontro del 23 luglio scorso, ha riunito nel comune benacense onorevoli, sindaci, funzionari pubblici, esperti e rappresentanti di varie associazioni per concretizzare questa proposta.

    In questa occasione il Comitato No Tav Basso Garda, SEL di Desenzano e Alto Mantovano e rappresentanti ambientalisti hanno organizzato una manifestazione in cui hanno espresso tutta la loro contrarietà alla realizzazione dell’opera, ribadendo in tal modo un deciso NO ALLA TAV, indipendentemente dal tracciato scelto.

    Il giorno successivo è stata organizzata un’altra manifestazione pubblica (che ha visto come promotori SEL Alto Mantovano e Comitato No Tav Basso Garda) mandata in onda dal TG3 Lombardia e da un’emittente locale. La scelta di Gozzolina (frazione a sud di Castiglione ad economia prevalentemente agricola) non è stata casuale, proprio perché si trova nel cuore della zona individuata per il passaggio della TAV.
    SEL di Castiglione ha poi spostato il presidio al mercato cittadino del sabato dove è stato diffuso materiale informativo che ha riscontrato un notevole interesse da parte dei presenti.

    Queste iniziative hanno visto la partecipazione della popolazione, di esponenti di altre forze politiche e sono state ampiamente pubblicizzate per dar modo a tutti di partecipare e contribuire al rafforzamento del movimento NO TAV, ottenendo consensi e adesioni. Spiace dover constatare invece l’ennesima, inutile e incomprensibile polemica di un gruppo politico che, di certo, non giova al movimento NO TAV.

    In questo periodo estivo, ma di intenso impegno politico, le forze in campo non si sono risparmiate e hanno proseguito il confronto, concordando sul fatto di costituire un unico comitato No TAV Alto Mantovano-Basso Garda e convocando un incontro pubblico che si terrà venerdì 30 agosto, alle ore 20.30, presso il Circolo Arci Dallò di Castiglione delle Stiviere.

    Questa assemblea è aperta a tutti i cittadini e alle forze politiche volonterose di contribuire, senza pregiudiziali né polemiche “da orticello”, a fermare la realizzazione della TAV. Obiettivo dell’assemblea è la creazione di un comitato unitario interprovinciale che diventi il punto di riferimento fondamentale per la messa in atto di tutte le battaglie future contro questa “grande opera“ inutile e devastante, che andrebbe a beneficio, come sempre, di pochi e a scapito di molti.

    Castiglione delle Stiviere, 23.08.2012

    Sinistra Ecologia Libertà
    Circolo Alto Mantovano

  2. Navdanya

    No TAV: nuovo coordinamento comitati Basso Garda e Alto Mantovano

    Basso Garda e Alto Mantovano, un coordinamento unico contro la TAV
    All’Arci Dallò di Castiglione delle Stiviere un’assemblea popolare che decreta in via ufficiosa la nascita di un nuovo coordinamento. La risposta al vertice desenzanese di un mese fa: “Noi la TAV non la vogliamo, da nessuna parte”
    di Alessandro Gatta 31/08/2012
    Non è proprio l’atto fondativo, manca ancora lo statuto, mancano ancora le ultime coordinate, ma i Comitati NO TAV del Basso Garda e dall’Alto Mantovano da oggi si muoveranno insieme, una forza sola, composta “da singoli cittadini e non da partiti e gruppi politici”, tutti chiaramente “contrari all’Alta Velocità”, senza alcun se e senza alcun ma. La risposta ‘popolare’ al vertice di Desenzano del Garda del 23 luglio scorso, diretta conseguenza della proposta di revisione della tratta presentata alla Commissione Trasporti del Senato, firmata dall’inedito duetto Lega e PD, per spostare la linea TAV più a Sud, lontano dai vigneti, lontano dalle Colline Moreniche.

    All’Arci Dallò di Castiglione “un’assemblea popolare aperta a tutti, cittadini e forze politiche ma assolutamente non pregiudiziali” perché, si spiega nell’introduzione, “le polemiche non sono funzionali al nuovo movimento” e “bisogna capire con chi stiamo, dobbiamo essere chiari”, partendo magari dalle “esperienze significative che ci hanno preceduto”, per partire davvero “con il piede giusto, con franchezza e chiarezza, dandoci degli obiettivi precisi, per prestarsi a questa opera collettiva, per ragionare anche a lungo termine, per rallentare o meglio fermare l’avanzata amministrativa del progetto TAV”.

    Cittadini tanti, partiti politici pure, tutta la sinistra per così dire critica, buona parte del SEL mantovano al ‘virtual’ microfono, Rifondazione e i comunisti della Sinistra Popolare tra il pubblico, oltre a Legambiente e al Coordinamento NO TAV del Basso Garda, tutti protagonisti, almeno per una sera. Questo lo scopo della riunione, “concretizzare l’impegno e costituire un Comitato congiunto extra-provinciale”, tutte persone “che credono che la TAV sia inutile”, e che per questo “non vogliono solo spostare il problema, vogliono eliminarlo alla radice”.

    Gente che si dice stanca del solito modo di fare le cose, “senza coinvolgere i cittadini e i territori”, gente che condivide “un rigetto motivato al progetto”, un progetto che “fa spendere un sacco di soldi per un’opera che non è un’emergenza, perché le necessità sono altre”, risorse e denaro pubblico “che vanno finire alle lobby e non ai cittadini, per un progetto senza futuro, completamente slegato dalla realtà”. E allora c’è spazio anche per qualche controproposta, il potenziamento della linea attuale, “aumentare la capacità dei treni e delle tratte che già ci sono”, e poi riorganizzare la mobilità e la logistica italiana, pensare “a quelli che ne hanno bisogno davvero, i pendolari”, perché magari “invece di fare tutto questo casino si possono mettere i binari nuovi a fianco di quelli attuali”.

    Un nuovo piano di mobilità, e non solo per la Regione Lombardia, un piano di “potenziamento, miglioramento e riorganizzazione”, e ancora una volta “attenti agli appetiti della TAV, alla fasulla questione delle merci, alla mafia”, alla ricerca di “alternative sostenibili” e non come quella della soluzione desenzanese, quella di un mese fa, che “difende gli interessi del Consorzio Lugana, 60 milioni di euro di fatturato”, o gli interessi del turismo gardesano: “Vogliamo allargare il raggio d’interesse, per costruire una massa critica. E’ importante che i cittadini partecipino direttamente, ma partecipare vuol dire lavorare, l’esperienza insegna che senza determinazione non si vince. Stasera iniziamo a camminare”.

    http://www.bresciatoday.it

Commenti disabilitati.