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Ago 18

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NUOVO IMPIANTO NOCIVO NELLA ZONA SUD – EST DI BRESCIA

L’impianto di trattamento delle ceneri (rifiuti PERICOLOSI) disterà 1150 mt dalle case della località San Carlo di Rezzato, 1200 mt dalle case di Buffalora, 2000 mt dal centro di Rezzato e 2500 mt da Sant’Eufemia

Di seguito l’articolo di Pietro Gorlani dal corriere.brescia on-line

 

IN VIA CHIAPPA, A FIANCO DELLA DISCARICA APRICA: PROGETTO IN REGIONE

Buffalora, un nuovo impianto-rifiuti di A2A

L’impianto sperimentale trasformerà in sale le ceneri del termoutilizzatore, oggi portate a caro prezzo in Germania. Ma la zona è già piena di criticità ambientali

IN VIA CHIAPPA, A FIANCO DELLA DISCARICA APRICA: PROGETTO IN REGONE

Buffalora, un nuovo impianto-rifiuti di A2A

L’impianto sperimentale trasformerà in sale le ceneri del termoutilizzatore, oggi portate a caro prezzo in Germania. Ma la zona è già piena di criticità ambientali

 

L'inceneritore A2AUn impianto sperimentale per trasformare le pericolose ceneri dell’inceneritore di Brescia in sali e sabbia da spargere sulle strade in inverno, per evitarne il congelamento. È quanto intende realizzare la società A2A a Buffalora, in via Chiappa: la domanda di verifica di assoggettabilità alla Via (valutazione di impatto ambientale) è già stata depositata in Regione (pubblicata sul Burl del 25 luglio). Cittadini e comitati avranno tempo fino al 5 settembre per presentare eventuali osservazioni.

 

 

Un impianto che al momento prevede solo una fase sperimentale: tratterà infatti 360 tonnellate l’anno (1,2 al giorno) di ceneri leggere ( fly ash ) a fronte di una produzione annua di 37 mila tonnellate. Ceneri intrise di metalli pesanti, composti organoclorurati e altre sostanze tossiche: sono le scorie rimanenti nei filtri installati nel camino azzurro di via Codignole, che filtrano i fumi prodotti dall’incenerimento di 800 mila tonnellate l’anno di rifiuti. Ceneri che, vista la loro pericolosità, A2A spedisce nelle miniere di salgemma in Germania, a costi record (la stima è di oltre 130 euro la tonnellata). «Il progetto è finalizzato a testare su scala preindustriale – si legge nello studio preliminare ambientale – il trattamento che consente di ottenere un materiale riutilizzabile in forma di granuli e un sale solido costituito da cloruro di calcio e cloruro di sodio, utilizzabile, per il decongelamento invernale delle strade». A2A ha deciso di sottoporre il prototipo agli uffici della Regione, anche se non sussiste l’obbligatorietà per i progetti sperimentali. C’è di più. Come si evince leggendo lo studio preliminare, l’impianto tratterà «in prevalenza», ma non esclusivamente, le ceneri prodotte a Brescia. È ipotizzabile che – una volta assicurata la compatibilità ambientale dell’intero processo – possano arrivare a Brescia scorie anche da altre zone d’Italia. 

Le garanzie ambientali che potranno offrire i sali prodotti da ceneri contaminate sarà materia di esperti ed istituzioni. È invece destinata a sollevare un vespaio di polemiche la localizzazione: un sito adiacente l’ex discarica Aprica di via Chiappa, a Buffalora, a mille metri dalle prime abitazioni. Una zona dove le criticità ambientali sono davvero tante. Basti pensare alle due discariche attive (Nuova Beton e Bres.Pa a Rezzato), alle discariche cessate (Piccinelli, contenente rifiuti radioattivi e la Ve-Part, contenente rifiuti tossico nocivi), alla futura discarica d’amianto di via Brocchi.
Sarà la Regione a valutare l’impatto cumulativo delle varie criticità. Dovrà tenere presente che la zona rientra nell’area critica per la pessima qualità dell’aria, è inserita nel programma di tutela delle risorse idriche (zona di ricarica della falda profonda), e nell’ambito Igt Ronchi di Brescia.
Nello studio preliminare redatto da Professione Ambiente e presentato in Regione si legge che l’intervento avrà «un impatto con interferenze ambientali di entità trascurabile nei confronti delle componenti ambientali indagate».
pgorlani@rcs.it

Pietro Gorlani

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giovanna

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7 comments

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  1. Navdanya

    Come arrivare al capannone che ospiterà l’impianto di trattamento a2a rifiuti pericolosi: imboccare la strada che da via serenissima porta al parcheggio auto della festa di radio onda d’urto. Giunti allo sbarramento di polizia girare a sinistra e proseguire per circa 600/700 mt. Sulla dx un capannone con cancello ASM. Suggerisco a tutte e tutti di lasciare cartelli e striscioni per esprimere un NO deciso a questo ennesimo scempio.

  2. Navdanya

    Apprendiamo dai mezzi di informazione che il sindaco Paroli non sapeva del
    progetto di A2A per lo smaltimento di ceneri dell’inceneritore.
    Noi cittadini però lo sapevamo. La richiesta di verifica di assoggettabilità a
    VIA è pubblicata sull’albo pretorio del Comune di Brescia dal 17 luglio 2012.
    Curioso che proprio il sindaco non lo sapesse.
    Da quella data teniamo d’occhio il SILVIA, il sistema informativo lombardo per
    la valutazione di impatto ambientale, per poter intervenire con nostre
    osservazioni sul progettato impianto.
    Si tratta infatti di un progetto sperimentale, al momento di dimensioni ridotte,
    ma che prefigura un futuro impianto industriale di molto più grande portata e
    impatto ambientale, e su questo terremo alta l’attenzione.
    Il sindaco quindi non lo sapeva ma, inaspettatamente, mostra i muscoli,
    afferma che “a Buffalora questo impianto non ci andrà” e ribadisce il proprio
    impegno ad evitare ulteriori criticità nella zona.
    Difficile però conciliare questo rigurgito ambientalista con la delibera
    consiliare che sancisce la realizzazione del polo logistico Italgros Italmark
    che sottrae 200.000 mq al Parco delle cave, con il progetto Cittadella dello
    sport che consuma un milione e mezzo di metri quadrati di territorio pure
    destinati a Parco delle cave, e con l’approvazione alla localizzazione del
    bitumificio Gaburri, a poche centinaia di metri dal quartiere di Buffalora.
    Sicuramente è più facile, anziché intaccare gli interessi di potenti lobbies
    radicate nel territorio, simulare una ferma opposizione ad un progetto di minore
    portata, facilmente esportabile altrove.
    Ricordo che il comune di Brescia ha espresso parere favorevole al progetto di
    gestione produttiva dell’ATE 25, che prevede (oltre ad ulteriori e devastanti
    impatti ambientali) un transito di 816 mezzi pesanti al giorno nella zona di
    Buffalora.
    Esprimo in ogni caso una ferma opposizione al progetto sperimentale di
    smaltimento ceneri di A2A, poiché qualsiasi ulteriore criticità è insostenibile
    per il nostro territorio, ma sottolineo che l’incremento di traffico previsto
    da questo progetto è di un mezzo pesante al giorno.
    Sindaco Paroli, le piace vincere facile?
    Noi cittadini, al di là di ogni manovra mediatica e stumentalizzazione,
    chiediamo una concreta tutela della nostra salute.
    Lidia Bontempi

  3. Navdanya

    Discarica di Buffalora, Capra (Pd) all’attacco: il sindaco blocchi A2A o lo faranno i cittadini
    Il consigliere del Pd del Comune di Brescia Fabio Capra ha depositato un’interrogazione urgente al sindaco per citicare “l’ennesima ferita che si produrrebbe al territorio” e conoscere i risvolti della presentazione in Regione da parte di A2A della domanda di Valutazione impatto ambientale per la realizzazione – nella ex discarica ASM di Buffalora – di un impianto di trattamento delle ceneri della combustione di rifiuti. Per Capra, il capogruppo Emilio Del Bono e per tutti i consiglieri del Pd – si legge in una nota – “la decisione di A2A è grave e irresponsabile, viste le note criticità ambientali che pesano sull’intera zona est della città. E’ paradossale – continua il comunicato – che, da una parte, il Sindaco si dichiari a favore della realizzazione del parco delle cave e, dall’altra, non si adoperi per fermare il degrado ambientale che sta minando la salute dei cittadini, in particolare di Buffalora. Pertanto, considerata la vicina scadenza per la presentazione delle osservazioni in Regione, il Gruppo del PartIto Democratico sta già analizzando la documentazione tecnica allegata alla Via, riscontrandovi numerose inesattezze e illogicità. E, nonostante il poco tempo a disposizione, il Pd si adopererà per rispettare il termine del 5 settembre e presenterà sue puntuali osservazioni contro l’impianto di A2A”. Quindi il Pd conclude con una dichiarazione perentoria in campo ambientale: “No a nuove discariche! No al nuovo impianti di A2A! Sì alla bonifica dei siti inquinati. Sì ad un Parco delle Cave di valore ambientale e naturalistico”. E ricorda quando, nel 1990, centinaia di cittadini sbarrarono il cancello della costituenda discarica di Rsu in via Chiappa fino a che Asm fece retromarcia. “Perché non si ripeta la protesta”, conclude il comunicato, “Capra si augura che il Sindaco chieda ad A2A di ritirare la domanda e il progetto su Buffalora”.

  4. Navdanya

    Impianto di smaltimento delle ceneri? Di sicuro non andrà a Buffalora. Parola di sindaco. E’ quanto è stato deciso dalla giunta, che si è riunita nella mattinata del 16 agosto.
    “Sapevo che c’era un progetto del genere, ma non lo conoscevo nel dettaglio né sapevamo della richiesta avanzata da A2A”, ha commentato il sindaco di Brescia Adriano Paroli, “e tanto meno sapevamo che fosse stata scelta Buffalora come localizzazione. A giustificazione dei tecnici di A2A va il fatto che l’impianto è ben diverso da quello che è stato evocato e presentato sui giornali”.
    Non un insediamento industriale altamente inquinante, ma un impianto sperimentale, di ricerca, fatta congiuntamente con l’azienda Mapei e con la Facoltà di Ingegneria Ambientale dell’Università di Brescia, per riciclare le ceneri prodotte dall’inceneritore, senza alcun impatto sull’ambiente. Per la struttura, sarebbero sufficienti 150/200 metri quadrati e la sperimentazione sarebbe da avviare nel 2013.
    “Nei mesi scorsi A2A aveva anche sviluppato un’informativa con i comitati locali. Al di là della strumentalizzazione di qualcuno, che non mi è piaciuta, mi ero impegnato a evitare nuove criticità a Buffalora, e manterrò l’impegno: in quel quartiere questo impianto non ci andrà, anche se non si tratta di una discarica ma di un momento di ricerca”. Per Paroli, del resto, è questa la via da seguire: fare ricerca con il coinvolgimento di Università e aziende. Quello del riutilizzo delle polveri è infatti un tema mondiale. Ad oggi, quelle prodotte dall’inceneritore vengono portate in Germania, al costo di 130 euro a tonnellata. Per il sindaco, riuscire a ricavare materia prima secondaria da riciclare nel settore edile, sarebbe un risultato auspicabile. Ma con altri modi ed altri tempi.
    “Non mi è piaciuto apprendere dalla stampa questa localizzazione senza prima una condivisione. Credo che i tecnici di A2A non ce l’abbiano comunicato per l’assoluta indifferenza di qualsiasi tipo di impatto di una sperimentazione come questa”.
    L’impatto ambientale non c’è, ma metterlo a Buffalora sarebbe una provocazione. “Visto che è sostenibile ovunque, non ha senso accanirsi su un territorio che ha già problemi, alcuni seri, altri esagerati da chi li strumentalizza”.
    Più radicale il presidente della Commissione Ambiente Pierraul Francesconi. “E’ una sperimentazione, per cui non si conoscono le conseguenze. Non sono previste, del resto, solo scorie dell’inceneritore di Brescia, ma anche scorie che arrivano da altre parti. Per trasportare questi materiali, ci vogliono mezzi, per cui questo comporterebbe un aumento dei volumi di traffico”. Visto che il progetto piaceva tanto a Milano, Francesconi lascia intendere che sarebbe meglio pensare di portarlo nel capoluogo lombardo. “Brescia ha già dato tanto. Da presidente della Commissione Ambiente, ci ho messo il naso e non pensavo di trovare una situazione ambientale di questo genere. Tanto di cappello alle tecnologie e alla ricerca, ma a Brescia è arrivato il momento di dire basta”.
    Quanto prima, sarà convocata una Commissione Ambiente in cui A2A illustrerà il progetto. “Interverremo come potremo. Al di là del parere comunale”, ha spiegato Paroli, “che sarà comunque negativo, siamo soci di A2A per cui opereremo per non localizzare l’impianto a Buffalora. E’ un no definitivo”. Più possibilista, però, il sindaco, su una eventuale collocazione a Brescia, anche se non nella zona est. “Ci sono varie ipotesi, non da ultima quella di portare l’impianto a Milano, dove lo volevano ad ogni costo. Saranno valutate le varie opzioni. Resta il fatto che questa giunta ha il merito di affrontare temi ambientali che ci sono da 40 anni ma che si stanno affrontando solo ora”.

    da quibrescia.it

  5. Navdanya

    Il debito diminuisce, vola il titolo di A2A
    Nell’ultimo mese recuperato il 44% del valore. Ma le azioni restano «sottostimate» la «scalata»

    Il debito diminuisce, vola il titolo di A2A

    Nell’ultimo mese recuperato il 44% del valore. Ma le azioni restano «sottostimate»

    L’impianto di A2A di via Lamarmora
    Da inizio anno ha perso quasi la metà, passando da 75 a 41 centesimi, peggior voce a Piazza Affari. Se si guardano i livelli di collocamento, quelli di inizio 2008, quando il titolo viaggiava attorno ai 3 euro, c’è da impallidire. Ma «l’euforia» dei mercati su A2A registrata negli ultimi giorni fa ben sperare. Dopo il minimo storico di luglio, quando il valore delle azioni era sceso a 28 centesimi, la multiutility ha iniziato una costante risalita.

    Quella di ieri è stato il primo giorno di stop, con un ribasso del 2,16%. Ma il filotto positivo ha potuto contare su picchi come quello di giovedì, più 9,36%, o quello ancora più marcato del 7 agosto, quando il rialzo era stato del 9,94%. Dallo scorso 24 luglio il recupero è stato del 44 per cento. Gli analisti spiegano che è presto per dire se il titolo potrà consolidare la crescita e tornare a quotazioni consone al reale valore della società, oggi «sottostimato». In fondo oggi tutta A2A vale la metà della vecchia Asm. Però qualche traccia di ottimismo si può intravedere. Innanzitutto i risultati del settore. Alcune tra le più importante società europee (le tedesche Rwe ed E.On) hanno chiuso la loro semestrale con risultati ben oltre le attese; e tutti gli operatori energetici hanno beneficiato di rimbalzi positivi. Ci sono poi i risultati di A2A. E qui la voce pesante è quella di Edipower. L’operazione che ha portato la società nell’orbita della multiutility lombarda ha comportato un consistente appesantimento del debito, dai 4 miliardi dello scorso 31 dicembre agli attuali 4,86. Una situazione punita dal mercato negli ultimi mesi, con il titolo in picchiata. Ma nel 2013, quando le nove nuove centrali consolideranno i loro risultati, sono attese sorprese positive. Già dai primi risultati, il contributo di Edipower ai conti è stato migliore delle attese: 30 milioni nel solo mese di giugno sull’ebitda, ovvero l’utile prima di interessi passivi e ammortamenti. Su base annua fa 360 milioni, A2A ne aveva stimati poco più di 200.

    Va poi detto che al netto dell’operazione Edipower il debito della società è diminuito di 245 milioni grazie alla generazione di cassa. Il 30 luglio A2A ha poi comunicato di aver ceduto la francese Coriance al gruppo Kkr Global Infrastructure Investors, con una plusvalenza di oltre 30 milioni. Una decisione motivata proprio con la volontà di «procedere rapidamente verso il miglioramento della propria situazione finanziaria e patrimoniale». In altre parole per abbattere il debito. Considerando i 245 milioni e la cessione di Coriance, che impatterà per altri 160 milioni, «stiamo parlando di un miglioramento di oltre 400 milioni in pochi mesi» ha spiegato nei giorni scorsi il direttore generale Renato Ravanelli nel presentare la semestrale del gruppo. Semestrale che ha dato altri segnali confortanti agli investitori: ricavi che hanno raggiunto i 3,29 miliardi (+9% rispetto all’anno scorso) e un risultato operativo netto di 280 milioni (+28%), mentre il margine operativo lordo si è attestato a 484 milioni (+4%). In calo l’utile (-3%), fermo a 116 milioni, anche se va ricordato che il primo semestre 2011 includeva la plusvalenza Metroweb da 36 milioni. Ora resta da capire come la società rassicurerà il mercato. «I dati semestrali sono positivi, ma la priorità resta la riduzione dell’indebitamento – ha spiegato Ravanelli – Il processo di dismissioni non è finito, ci sono asset che possono essere valorizzati». Ovvero venduti.

    dal corriere.brescia

  6. Navdanya

    A2A rassicura Paroli: «Nessun rischio»
    IL CASO-BUFFALORA. La ex municipalizzata interviene dopo lo stop del sindaco sulla localizzazione nel quartiere dell’impianto sperimentale per recupero ceneri
    Il direttore generale Rossetti tranquillizza i residenti. Ma il Codisa non si fida: «Basta, non vogliamo criticità di alcun tipo»

    19/08/2012
    e-mailprintAA2A offre garanzie. Ma il Codisa non si fida. La multiutility di via Lamarmora – in merito alla richiesta di costruire a Buffalora un impianto sperimentale per il recupero di ceneri leggere del termoutilizzatore – attraverso il direttore generale Paolo Rossetti garantisce che «si tratterà di un’operazione non inquinante, totalmente sostenibile» e che «la fase industriale si farà altrove perchè quella zona non è adatta». L’intervento del sindaco Adriano Paroli, sollecitato dalla presa di posizione del comitato civico, però, ha garantito il pressing del Comune per imporre ad A2A una nuova collocazione per l’impianto sperimentale da realizzare in tandem con la Mapei del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. Che non richiede un permesso comunale ma regionale, e a cui la Loggia si opporrebbe in qualità di socio di A2A. In proposito Rossetti apre ulteriormente al dialogo: «Se ci sono difficoltà si analizzeranno altre soluzioni. In ogni caso, i residenti sappiano che non ci sarebbero problemi ambientali da quell’impianto». IL VERO OBIETTIVO del Codisa, in realtà, è la battaglia – che lo vede spesso contro l’Amministrazione comunale – per risolvere le ben più rilevanti criticità dell’area (21 quelle individuate tra bitumifici, aziende, cave, discariche e logistica), a partire dal nuovo bitumificio Gaburri e dal polo logistico Italgros per arrivare alla discarica Castella e al cesio 137 della ex cava Piccinelli. Ora, per tenere alta l’allerta, si è aperto un nuovo fronte in nome del «nessuno tocchi Buffalora». «Prevenire è meglio che curare», spiega Valentino Beccalossi, mentre Gabriele Avalli conferma di non avere dati certi da opporre a A2A, ma ribadisce la sua sfiducia totale, pregiudiziale e incondizionata: «Chi ci garantisce che è veramente come dicono?». «L’obiettivo vero – ammette Beccalossi – è proseguire la battaglia per chiedere alla Loggia la realizzazione del Parco delle Cave». Nel frattempo, ottenendo lo spostamento della sperimentazione di A2A, l’amministrazione potrebbe – dopo anni di polemiche – giocarsi almeno una carta per poter dire che l’attenzione alle questioni ambientali nella zona di Buffalora è tangibile. TUTTI SODDISFATTI, o quasi, con buona pace di A2A, che non dovrebbe aver problemi a ricollocare l’impianto, ma che ribadisce senza alcun ripensamento che «l’operazione non può essere annoverata tra le criticità della zona perchè totalmente priva di impatto ambientale». Il sistema prevede un processo in tre fasi: la prima in laboratorio, la seconda con l’impianto sperimentale, che si è immaginato per praticità a Buffalora, la terza di tipo industriale altrove. In risposta a chi si preoccupa per l’eventuale traffico in aumento. Rossetti si è detto «disponibile a qualsiasi chiarimento sia nella Commissione Ambiente del Comune sia incontrando gli amici di Buffalora: perchè la trasparenza per noi è una regola». Le ipotesi alternative sono già sul tavolo: «Ad esempio al termoutilizzatore, dove è già stata avviata un’altra sperimentazione in tandem con il Csmt, o in uno degli altri sei impianti, compreso Acerra». Ma Rossetti insiste: «È un intervento non inquinante, che potrebbe permettere di recuperare materie ed energia con performances prossime al 100 per cento. Avviare la sperimentazione qui significa valorizzare il know how importante in materia ambientale sia per gli aspetti scientifici sia per le ricadute occupazionali». Una sottolineatura che indirettamente richiama la mozione di indirizzo del Consiglio comunale che chiedeva di concentrare sul territorio bresciano gli sforzi industriali, soprattutto ambientali. E che ora invece pone un veto pregiudiziale senza conoscere i contenuti di un progetto. «L’impianto industriale – precisa e ribadisce Rossetti – non sarebbe dotato di camini e trasformerebbe materiale di rifiuto in sale e materiale granulare inerte da rivendere per essere utilizzato in edilizia». In altre parole riuso, valorizzazione dei rifiuti e ricerca sui materiali. Che nel resto del mondo significano «green economy», investimenti e potenziali posti di lavoro pulito, ma che in un quartiere dominato da diffidenza totale diventano un campanello d’allarme.

    Giovanni Armanini

    da bresciaoggi.it

  7. Navdanya

    Queste ceneri qua devi metterle là… Parafrasando una celebre e vecchia canzone di Francesco Salvi si potrebbe, ironicamente, commentare in questo modo il caso dell’impianto sperimentale di A2A per il recupero delle ceneri del Termovalorizzatore di via Codignole, la cui originaria collocazione era prevista a Buffalora, in via Chiappa.
    Così però non sarà, almeno secondo quanto emerso dalla Commissione Ambiente cui hanno preso parte il direttore generale della multiutility Paolo Rossetti e gli esponenti della Loggia.
    Rossetti ha annunciato che sono già stati effettuati incontri in Regione (che ha dato il via libera alla struttura) per valutare soluzioni alternative, anche oltre la scadenza fissata per il 5 settembre, data ultima per la presentazione delle osservazioni al Pirellone contro l’impianto stesso.
    E dove verrebbe collocato l’impianto di trattamento ceneri? Probabilmente in via Codignole, nell’area in cui sorge l’inceneritore stesso. La struttura sperimentale è predisposta per trattare 350 tonnellate di ceneri leggere all´anno e dovrebbe essere inizialmente attivo per due anni. Si tratta di un impianto privo di emissioni nell’ aria e nel terreno. Una prospettiva che ha comunque allarmato i residenti nel quartiere di Buffalora e gli ambientalisti che hanno chiesto di non martoriare ulteriormente un territorio già pesantemente provato da problemi ambientali.
    Lunedì prossimo, 3 settembre, alle 20,30 il Pd ha promosso un’assemblea pubblica per mettere a fuoco tutti gli interrogativi ancora aperti sulla struttura. L’appuntamento è nella sala della Circoscrizione presso la scuola elementare di Buffalora. In questa occasione verranno raccolte anche le firme alle osservazioni presentate per chiedere a Regione Lombardia che l’impianto non venga realizzato.
    Nell’occasione, viene spiegato nel volantino dell’iniziativa, la popolazione sarà informata anche sull’accordo Comune-Nuova Beton relativo all’acquisizione della cava. “Il Pd”, si legge nel testo, è stato ed è favorevole alla realizzazione del Parco delle Cave, senza se e senza ma, soprattutto senza sconti per chi ha danneggiato l’ambiente.
    da quibrescia.it

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