RICONVOCATA LA COMMISSIONE SUL CASO CAFFARO. GIOVEDI 12 PRESIDIO IN LOGGIA DEL COMITATO AMBIENTE BRESCIA SUD

Giovedi 12 luglio alle 14.30 è stata riconvocata la Commissione Ambiente a Palazzo Loggia che si occupa del ” caso “, quella fatta saltare la settimana scorsa dai consiglieri della maggioranza dopo l’intervento in aula del Comitato Ambiente Brescia Sud. Qui potete leggere la cronistoria degli eventi:

http://www.antinocivitabs.org/senza-categoria/comunicato-stampa-comitato-per-lambiente-brescia-sud/

Il Comitato Ambiente Brescia Sud ha indetto per l’occasione un nuovo presidio. L’appuntamento alle 14.30 in Piazza Loggia. In una nota si invita alla partecipazione : ” Mi sembra superfluo sottolineare l’importanza della presenza di più persone possibili sopratutto del Comitato Brescia Sud – scrive Stefania Baiguera sulla pagina FB del Comitato – In primo luogo per sentire le risposte alle nostre domande e alle nostre osservazioni. In secondo luogo per dimostrare a chi ha duramente contestato il nostro Comitato e la relazione da noi proposta che ci siamo e che non abbiamo paura a farci vedere , che non strumentalizziamo nessuno  ma vogliamo chiarezza e proposte serie  per la soluzione al problema e “.

Rebecca Samonà, per  Rai3 “Presadiretta”, ha chiesto al Comune di poter riprendere la seduta della Commissione e potrebbe essere quindi presente con la sua telecamera. Sara’ quindi una buona occasione per farsi vedere e sentire.

Sentiamo Stefania Baiguera del Comitato Ambiente Brescia Sud 

Martedi 10 luglio si è intanto svolta l’audizione della Commissione Ambiente dedicata alla qualita’ dell’aria e all’inceneritore in particolare:  i tecnici di ( presenti in quattro…) hanno rispolverato i documenti del 2004 prodotti dall’Universita’ di Brescia e commissionati dal Comune di Brescia , oltre a quello di Federambiente, l’associazione di categoria che raggruppa i gestori degli impianti in cui si evince che le emissioni prodotte dall’impianto sono solo l’1% del totale, il resto , a loro dire, è da attribuire al traffico automobilistico e a comportamenti poco virtuosi dei cittadini . In pratica i dati scientifici sono prodotti dai proprietari dell’impianto: silenzio assoluto sulle ricerche indipendenti che certamente non mancano.  Hanno sbandierato una serie di interventi fatti e previsti per i prossimi mesi che costeranno una montagna di soldi ma non hanno risposto alle domande dei cittadini presenti. Una semplice lettura dei dati pubblicati dal sito di rivela una situazione a dir poco scandalosa:le emissioni di NOx (ossidi di azoto, precursori delle micidiali PM2,5 e PM10) dell’inceneritore di Brescia sono quasi il doppio per normal metro cubo di quelle dell’inceneritore Silla di Milano, addirittura superiori a quelle di Acerra. Nessuna risposta a questa osservazione. Il tecnico di responsabile del teleriscaldamento ha tranquillamente affermato che il 50% dello stesso è prodotto dall’incenerimento dei rifiuti, il restante 50% dalla Centrale Lamarmora che funziona a metano e a carbone . In pieno centro citta’ abbiamo una centrale che funziona a carbone che non ha nessuna responsabilita’ nella ” produzione ” di polveri sottili?  Le risposte dei ” tecnici ” non sono piaciute al pubblico presente in aula . La seduta è stata anche sospesa per qualche minuto perché un attivista della RAB , padre di un bambino di pochi anni , ha iniziato a inveire verso la commissione gridando ” che è suo dovere difendere la salute dei propri figli “. Sono intervenuti poi tre agenti della polizia locale che l’hanno allontanato dall’aula consiliare.

Sentiamo alcuni commenti di persone presenti all’audizione: 

Le valutazioni di Giovanna Giacopini del Comitato Spontaneo Contro le Nocivita’

Davide Codenotti e Tatiana Basilio del Comitato No Centrale a Biomasse a Rodengo Saiano

Marino Ruzzenenti storico ambientalista bresciano

Donatella Albini consigliera comunale di SEL che segue i lavori della Commissione Ambiente

Dopo l’ audizione di giovedi 12 la Commissione si riunira’ per mettere a punto la relazione finale che presentera’ al Consiglio Comunale sull’Ambiente che si terra’ a meta’ settembre.

 

 

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10 comments

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    • Navdanya on 11 Luglio 2012 at 14:15
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    Inceneritore A2A: in Loggia si discute, in piazza il presidio degli ambientalisti

    Un’audizione che suona come una sconfitta, e lo ammettono pure i tanti Comitati. Ieri pomeriggio A2A ha schierato i suoi migliori ingegneri, ha presentato dati e tabelle, ha difeso le sue scelte e ha difeso l’inceneritore. La Consulta Ambiente invece ha deciso di chiamare rappresentanti generici, e ha un po’ faticato, rappresentati della Rete Antinocività Bresciana scelti dall’esterno, e forse non preparatissimi. “Non siamo potuti intervenire al meglio – ammettono – è stata la Consulta a decidere chi avrebbe potuto parlare”.

    Ma gli animi si scaldano, e un giovane genitore interrompe la discussione, e alza la voce contro la Commissione riunitasi ieri nel Palazzo della Loggia: “E’ vostro dovere difendere la salute dei cittadini, e dei nostri figli”. Poco più fuori, sotto il colonnato che dà proprio sulla Piazza, il presidio spontaneo della RAB, una ventina di attivisti in rotazione, con striscioni e cartelli, e la voglia di cambiare le cose.

    La contestazione interna è forse troppo generica, e i tecnici di A2A riescono a esporre quanto vogliono. “Le emissioni prodotte dall’impianto sono meno dell’1% sul totale cittadino – spiegano – Tutto il resto è attribuibile al tasso del traffico, ai comportamenti poco virtuosi di aziende e cittadini”. Ovviamente la polemica non si placa, e dalla RAB la pronta replica: “I dati scientifici presentati sono prodotti dai proprietari dell’impianto. Silenzio assoluto, invece, sulle ricerche indipendenti”.
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    Potrebbe interessarti: http://www.bresciatoday.it/cronaca/a2a-inceneritore-comitati-rab-ambiente.html

    • Navdanya on 11 Luglio 2012 at 21:16
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    «Nell´affidarmi la patria potestà il Tribunale mi impone di prendermi cura della salute di mio figlio: sono qui per questo: a causa dell´inquinamento che produce il vostro inceneritore i bambini muoiono!». Davide Codenotti, del Comitato contro la centrale a biomasse di Rodengo Saiano (riunito nella Rete Antinocività Bresciana, la Rab) lo ha gridato alla Commissione per l´ambiente del Comune di Brescia. Non ce l´ha fatta a tacere e ha esternato vivacemente la sua preoccupazione mentre era in corso la discussione, quindi è stato invitato ad uscire dall´aula.
    MA COME LUI anche altri esponenti della Rab erano entrati ad ascoltare e per cercare di porre domande piuttosto scomode per la politica e per A2A.
    In primo luogo avevano evidenziato già con un volantinaggio all´esterno, dove avevano organizzato un presidio informativo, come fosse «anomalo che fosse la stessa A2A a parlare del proprio impianto (l´oste parla del proprio vino…). A2A è chiamata a sostenere la pazza tesi che l´inceneritore non inquina: ci pare assurdo e assolutamente irrispettoso nei confronti di chi ogni giorno a Brescia di inquinamento si ammala e muore», ha fatto notare Giovanna Giacopini, del Comitato contro la discarica di via Brocchi (sempre appartenente alla Rab).
    I DATI, appunto: proprio questi sono richiesti a gran voce «studi internazionali provano che i fumi derivati dall´incenerimento di rifiuti penetrano nell´organismo umano attraverso l´apparato respiratorio ed anche attraverso l´apparato digerente, infatti le particelle si depositano anche sulle coltivazioni prossime agli impianti. Purtroppo le particelle di dimensioni ancora più ridotte possono penetrare fino all´interno delle cellule, e giungere addirittura a ledere la struttura del Dna, con gravissime conseguenze, come dimostrato dai numerosi casi di feti malformati. Chiediamo ai medici bresciani che si impegnino nello studio e nell´informazione ai cittadini», ha continuato Giacopini.
    LE FA ECO lo storico ambientalista Marino Ruzzenenti: «Una semplice lettura dei dati pubblicati dal sito di A2A rivela una situazione a dir poco scandalosa: le emissioni di ossidi di azoto (precursori delle micidiali Pm2 e Pm10) dell´inceneritore di Brescia sono quasi il doppio di quelle dell´inceneritore di Silla di Milano e superiori a quelle di Acerra. Perchè? Perchè l´azienda ha scelto per Brescia un sistema catalitico sperimentale, che, se consente un maggior rendimento energetico ed economico, non realizza il miglior risultato in termini emissivi?».
    MA I CITTADINI si sono rivolti anche al Sindaco Adriano Paroli e alla sua giunta.
    «Perchè non vengono resi pubblici i dati sulle patologie respiratorie e tumorali nella zona dell´inceneritore? Perchè non decide, vista l´attuale emergenza ambientale, di indirizzarsi verso delle politiche di massimo riciclo seguendo il modello “Rifiuti Zero”? Perchè non si dice che sono migliaia gli studi effettuati dagli scienziati di tutto il mondo che dimostrano che in prossimità degli impianti di incenerimento si muore di più?». IR. PA.

    • Navdanya on 11 Luglio 2012 at 21:22
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    Rai3 e Presadiretta: Domani a Brescia per il caso Caffaro
    il 11 Luglio 2012 Posted in AMBIENTE, SALUTE, SOCIETA, Locale, Brescia

    Ci sarà anche Rai 3 domani pomeriggio a Palazzo Loggia per la commissione sul Caso Caffaro.

    A far richiesta per poter riprendere la seduta è stata Rebecca Samonà della nota trasmissione di Riccardo Iacona “Presadiretta” che approderà nella nostra città proprio per immortalare quella che si prospetta come uno degli appuntamenti più roventi dell’estate bresciana.

    E non solo per l’importanza del tema trattato (a maggior ragione a distanza di oltre 10 anni dalle prime inchieste che svelarono il disastro ambientale) ma anche per il clima teso che si respira già alla vigilia, con il Comitato Ambiente Brescia Sud che dopo l’exploit della settimana scorsa è nuovamente intenzionato a dare battaglia e ha organizzato un presidio a partire dalle 14,30 di domani pomeriggio innanzi a Palazzo Loggia. “Mi sembra superfluo sottolineare l’importanza della presenza di più persone possibili– scrive Stefania Baiguera sulla pagina FB del Comitato – In primo luogo per sentire le risposte alle nostre domande e alle nostre osservazioni. In secondo luogo per dimostrare a chi ha duramente contestato il nostro Comitato e la relazione da noi proposta che ci siamo e che non abbiamo paura a farci vedere , che non strumentalizziamo nessuno ma vogliamo chiarezza e proposte serie per la soluzione al problema del pcb e delle diossine”.

    BRESCIAPOINT

    • Navdanya on 13 Luglio 2012 at 12:04
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    Si riprende dalla puntata precedente. Dal punto in cui la commissione Ambiente della Loggia sul sito Caffaro era stata interrotta giovedì scorso. Lega e Pdl avevano lasciato l’aula dopo le parole di Guido Menapace del Comitato per l’ambiente Brescia Sud, definendole «accuse inaccettabili contro l’operato dell’Amministrazione». Stavolta l’ultimo dei capitoli dedicati alle emergenze ambientali della città va fino in fondo. Ma le tensioni restano.
    Tra il botta e risposta sull’opportunità di consentire, alla trasmissione Rai «Presa Diretta», le riprese integrali della seduta, risolto poi da un via libera all’unanimità dei consiglieri, e la rabbia dei comitati ambientalisti e dei cittadini che assistono alla riunione: si capisce che non bastano, per loro, gli approfondimenti di Arpa e Asl. E che non si sentono tutelati a sufficienza: «É una vergogna. Aspettate che moriamo per fare qualcosa?» tuonano.

    Quel che è certo è che a oggi il progetto di bonifica del Sito di interesse nazionale Brescia-Caffaro, è in una fase di «impasse». Lo conferma Angelantonio Capretti, responsabile del settore Ambiente della Loggia: il passaggio alla Regione dei 6.752.727 euro stanziati dal Ministero dell’Ambiente è sostanzialmente completato, ma bisogna aspettare che da Roma perfezionino l’intesa con la Sogesid, incaricata della bonifica. Il Comune in questi anni, tra bonifiche e caratterizzazioni ha investito circa 3 milioni di euro».

    dal giornaledibrescia.it

    • Navdanya on 13 Luglio 2012 at 15:55
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    Caffaro: controlli avanti, bonifiche al palo
    AMBIENTE. Poche luci e molte ombre nella seduta di commissione riconvocata dopo le tensioni della scorsa settimana. Ina aula nuove proteste del Comitato. Sesana (Arpa): «Monitoraggi costanti, da potenziare Ma rimuovere del tutto gli inquinanti è complicato» Capretti (Comune): «Fondi da Roma: tempi dilatati»

    13/07/2012
    Le telecamere della trasmissione di Rai Tre «Presadiretta» hanno ripreso la seduta sulla Caffaro Brescia. L’area Caffaro è sotto la lente, ma rimane il problema ambientale più grosso della città. E per ora senza soluzione: i fondi per le bonifiche sull’area contaminata da Pcb, diossine e altri inquinanti sono scarsi e, se anche se ci fossero, mancano le conoscenze scientifiche per eliminare il problema alla radice. È una fotografia a poche luci e molte ombre quella emersa ieri nella seduta della commissione Ambiente del Comune presieduta da Pier Raul Francesconi, riconvocata dopo le tensioni tra i consiglieri di maggioranza e i rappresentanti del Comitato Brescia Sud, presenti anche ieri con quelli della Rete antinocività. L’incontro è stato ripreso interamente dalle telecamere del programma di Rai Tre «Presadiretta». «TUTTI GLI ANNI l’Agenzia è coinvolta in campionamenti, analisi, controlli nella zona: attività tutt’altro che leggera, che necessiterebbe di un nucleo ad hoc», ha spiegato il direttore Arpa Giulio Sesana. Il quale ha annunciato che è stata avanzata anche una richiesta alla Regione per «incrementare i punti di controllo e l’attività di monitoraggio». Insomma la buona notizia è che «il sistema in questo momento è molto ben conosciuto, sappiamo quali sono i punti di crisi e possiamo prevenire elementi perniciosi». Magra consolazione, a fronte di un problema mastodontico. I Pcb di cui l’area Caffaro è ricchissima – ha ricordato Sesana – sono infatti sostanze «recalcitranti», «refrattari a qualsiasi azione chimica»: la rimozione è complicata se non impossibile. Così definitivo «si riesce a fare poco». In campo internazionale, ha aggiunto, «sono state tentate azioni con le piante: l’inquinante tuttavia non viene rimosso, ma si trasferisce nella pianta stessa» In più «la ricerca in materia è tiepida. Stimolare ricerche applicate e specifiche potrebbe essere una strada da percorrere». Intanto, come ha aggiunto il dirigente del Settore Ambiente del Comune Angelo Capretti, resta il nodo dei 6,7 milioni per le bonifiche che il Comune attende da tempo. «Le scadenze si stanno dilatando. A livello istituzionale, siamo in difficoltà – ha ammesso -. È un momento di impasse. Non avendo a disposizione i soldi dobbiamo aspettare che il ministero perfezioni l’intesa con la Sogesid che dovrà predisporre i cantieri». Tra le priorità a breve ci potrebbe essere la rimozione del terreno e bonifica alla scuola Deledda di Chiesanuova per la quale, ha detto Capretti, non servono cifre poi così consistenti. Tornando alla Caffaro, un altro pericolo è nascosto nell’innalzamento della falda – come ha spiegato il responsabile settore bonifiche Arpa Gian Paolo Oneda – «che si verifica poco oltre il confine dello stabilimento». Preoccupa non poco l’Agenzia ma «lo teniamo monitorato e abbiamo ragione di dire che il picco è stato superato, a metà 2011». INTANTO, anche nella seduta di ieri non sono mancate le polemiche. Urla e proteste si sono levate dall’aula dopo l’intervento di Lucia Leonardi, responsabile Servizio medicina ambientale dell’Asl, che ha tracciato un quadro tecnico della pericolosità di Pcb e diossine citando brevemente alcuni studi commissionati dall’Azienda sull’area Caffaro. «Non sappiamo qual è il rischio sulle persone», hanno urlato dal pubblico gli esponenti del Comitato e della Rete antinocività guidati da Marino Ruzzenenti, storico esperto del tema. «L’Asl di Brescia – ha risposto Leonardi – ha commissionato un’indagine per 32 soggetti che avevano valori di Pcb ematico superiore a 15 milligrammi per litro: tra loro 2 uomini e 7 femmine riferivano problemi endocrini, sono stati monitorati ma la correlazione con la residenza nella zona non è stata ritrovata. Un’altra indagine è stata commissionata sul linfoma non Hodgkin. Ma quando parliamo di numeri piccoli, per individuare una correlazione certa bisogna seguire i pazienti nel tempo». E «il confronto tra le circoscrizioni dei dati del registro tumori non ha evidenziato più casi in quella zona». Perché, dunque, se i rischi non ci sono l’ordinanza sui comportamenti da adottare nell’area Caffaro viene reiterata continuamente, hanno chiesto ancora Comitati? «Il provvedimento è precauzionale – ha risposto Leonardi -. Quando la situazione tornerà in massima sicurezza, si potrà tornare alla normalità». Ma è stato l’intervento del capogruppo leghista Nicola Gallizioli a scatenare la bufera. Citando le parole dell’esponente del Comitato Brescia Sud nella precedente seduta ha parlato di «procurato allarme», soprattutto dopo alcune rassicurazioni di Asl e Arpa. E «chi ha speculato ed esagerato su questi problemi – ha detto – dovrà essere perseguito. Chi dice che vivere a Brescia nuoce gravemente alla salute si assumerà la sua responsabilità». Violente le reazioni dei Comitati. Qualcuno ha abbandonato l’aula urlando «Vergogna!». E se Luigi Gaffurini del Pd ha criticato del leghista «il rifiuto di esaminare alcuni problemi secondo una logica della responsabilità collettiva», l’assessore Maurizio Margaroli ha evidenziato lacune negli indirizzi che Asl e Arpa forniscono alla politica. Poi -ha sottolineato la capogruppo Sel Donatella Albini – sul finire della seduta i consiglieri del Pdl hanno lasciato solo Gallizioli nei banchi della maggioranza. Chiuso il ciclo di commissioni sull’Ambiente, l’appuntamento è con il consiglio ad hoc che si terrà a settembre, al rientro dell’assessore Vilardi.

    Natalia Danesi

    • Navdanya on 13 Luglio 2012 at 15:56
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    Vicenda Caffaro ,la bonifica è al palo
    La situazione Bloccati i primi fondi mentre i rischi e i divieti rimangono tutti Appello all’unità politicaIl punto in commissione

    Vicenda Caffaro ,la bonifica è al palo

    La situazione Bloccati i primi fondi mentre i rischi e i divieti rimangono tutti Appello all’unità politica

    L’ingresso della fabbrica (Fotogramma/Bs)
    Sono «recalcitranti» a qualsiasi azione di decontaminazione le diossine e il pcb. Hanno invaso la zona ovest della città oltre 200 ettari di terreno, e non ne vogliono sapere di andarsene via. Il fatto è, come ha spiegato ieri nella commissione apposita (l’ultima, il consiglio comunale sui temi ambientali sarà in settembre) a palazzo Loggia il direttore dell’Arpa Giulio Sesana «è che la scienza è ferma e di studi ce ne sono pochi». E quindi non si sa cosa fare se non controllare. Il fatto è che pcb e diossine, e con loro mercurio e arsenico, sono cancerogeni per la salute. Al momento, più che monitorare non si riesce a fare: buchi, carotaggi, analisi, ordinanze che si reiterano di sei mesi in sei mesi. A complicare le cose ci si è messa anche la falda che sale. L’anno scorso il picco, poi un ribasso, del futuro non si può dire.

    Il responsabile del settore ambiente del Comune Angelantonio Capretti ci ha messo il carico. «Nella conferenza nazionale decisoria sul sito di interesse nazionale Caffaro il Comune di Brescia non c’è – ha detto -: siamo presenti solo in quella istruttoria». In pratica a Brescia siamo soli, noi e il pcb.
    La burocrazia ci mette del suo: ci sono sei milioni 750 mila euro arrivati da Roma per le bonifiche (una miseria rispetto a quello che c’è da fare) bloccati da oltre un anno in Regione per questioni di patto di stabilità e ora forse pronti a essere spesi ma previo accordo con società privata rasentano la follia.
    Ieri in aula c’erano anche alcune decine di cittadini, diversi dei quali di associazioni ambientaliste. Non sono mancati i battibecchi (non autorizzati) con il capogruppo della Lega Nord Nicola Gallizioli, giusto per ricordare i motivi per cui la commissione era stata sospesa la scorsa settimana. Interpellata, Lucia Leonardi dell’Asl ha detto che allo stato attuale di motivi per ritirare le ordinanze che vietano coltivazioni orti e uso dei giardini non ce ne sono. E che per le donne che allattano che hanno vissuto nella zona per oltre 10 anni si è vicini «alla soglia di significatività». Insomma, usando le parole del presidente della commissione Raul Francesconi, «al di là degli eccessi di alcuni comitati, la preoccupazione è legittima». Lugi Gaffurini (Pd) ha spiegato che non si tratta di dare colpe a chi amministra ora o a chi l’ha fatto in passato. La questione è «epocale» e sarebbe bene che almeno su temi come questo ci vuole maggiore collaborazione tra forze politiche.

    Thomas Bendinelli

    • Navdanya on 14 Luglio 2012 at 00:22
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    COMMISIONE DEL 12/07/12 PCB E DIOSSINE E COMMENTUCCI VARI DELLA STEFI

    Amici tutti del Comitato per l’Ambiente Brescia Sud ieri come ben sapete si è
    svolta la commissione ambientale sul sito Caffaro.
    Vi faccio un breve sunto per informare anche chi non ha partecipato
    direttamente.
    Naturalmente si è subito partiti con i relatori dato che la presentazione
    iniziale era già stata enunciata martedì scorso da Guido (con tutto ciò che poi
    nè è conseguito e della qual cosa siete tutti ben informati) e quindi hanno
    parlato per primi il dottor Sesana direttore Arppa Brescia e il dottor Oneda
    geologo sempre di Arrpa.
    Direi che non abbiamo sentito nulla di nuovo cioè sono state illustrate le
    cartine con tutte le zone inquinate ben dettagliate ed è stato ribadito che gli
    studi proseguono, gli approfondimenti continuano, si cerca di contenere i
    rischi…..
    E’ stato confermato che PCB e DIOSSINE sono pericolosissimi, che il contatto
    per gi uomini è dannoso e pericoloso e quindi non si deve calpestare l’erba,
    mangiare ortaggi coltivati in zone inquinate, avere atteggiamenti molto accorti
    qualora si viene a contatto con la terra (quindi niente che già non si
    sapesse).
    E’ stato evidenziato che il PCB non scompare nel tempo e non diminuisce quindi
    se anche non dovesse peggiorare la situazione, quella attuale non migliorerà
    sicuramente.
    L”unico modo per debellare PCB e DIOSSINE è asportare la terra e metterne
    altra non inquinata.
    E’ QUINDI NECESSARIA LA BONIFICA PER RISOLVERE IL PROBLEMA sperando che LA
    SITUAZIONE NON PEGGIORI visto che la Caffaro è una bomba a orologeria. L’ARPPA
    comunque ha garantito che all’interno dell’azienda sono continui i controlli e
    gli studi per mantenere la situazione sotto controllo.
    Dopo l’ARPPA è intervenuta la dottoressa Leonardi dell’ASL
    e qui ragazzi stendiamo un velo pietoso…per 30 minuti abbiamo assistito a una
    lezione di chimica e microbiologia direi, visto che è stato spiegato benissimo
    che cosa sono le DIOSSINE e PCB, cnme si sviluppano, come si viene in contatto
    ecc.ecc.
    E’ stato accennato cosa provocano ma in modo molto sommario e non troppo
    dettagliato…ma ops la dottoressa si è lasciata scappare che le donne sono
    colpite particolarmente alla tiroide e su uno studio fatto su 10 donne
    bresciane 7 avevano problemi di tiroide. Questo però non può fare statistica,
    sostiene la dottoressa, perchè le persone campione erano pochine….io non sono
    mai stata brava in matematica ma se 7 donne su 10 hanno problemi corrisponde al
    70% dei campioni.
    Forse qualcosa non torna….
    Scusate se nell’esposizione ho inserito alcuni commenti personali…ce ne
    sarebbero di cose da dire su ieri… il signor Gallizzioli ha ancora duramente
    contestato il nostro comitato, sostiene che siamo “pericolosi” (cavolo a forza
    di stare in mezzo al PCB siamo diventati anche noi pericolosi) che diamo
    informazioni false perchè sostenere che vivere a Brescia nuoce gravemente alla
    salute è da terroristi. Personalmente faccio un plauso al Presidente della
    Commissione Francesconi che ha voluto questi incontri e che martedì scorso
    durante la lettura da parte di Guido della relazione iniziale lo ha lasciato
    terminare e lo ha anche difeso nonostante faccia parte anche lui della
    maggioranza che noi abbiamo comunque apertamente contestato e nonostante i suoi
    colleghi di partito stessero facendo di tutto per non far terminare la lettura
    della stessa Poi che dire, forse s è parlato troppo teoricamente ma di concreto
    non mi sembra siano uscite tante cose nemmeno ieri….si parla del problema,si
    illustra cosa riguarda, cosa si potrebbe fare ma poi cosa si fa?
    Nel nostro caso un emerito cavolo, i nostri parchi sono inquinati e
    sicuramente non verranno bonificati a breve, il giardino della scuola Deledda è
    inquinato e anche per il prossimo anno scolastico i nostri cuccioli giocheranno
    e si svagheranno sulla piattaforma di cemento……
    Quindi sostengo e mi auguro di trovare pieno sostegno nel comitato che
    DOBBIAMO PROSEGUIRE CON LE NOSTRE INIZIATIVE, SENSIBILIZZANDO SEMPRE PIU’ GLI
    ABITANTI DEI QUARTIERI INTERESSATI CON INCONTRI E ASSEMBLEE MIRATE, DOBBIAMO
    CONTIANUARE A CHIEDERE ALLE ISTITUZIONI DI INTERVENIRE, DI CHIUDERE I PARCHI,
    DI DARE ALLE FAMIGLIE DEI QUARTIERI INQUINATI ABBONAMENTI DEI BUS GRATUITI PER
    POTERSI SPOSTARE IN PARCHI NON INQUINATI, DOBBIAMO FAR SENTIRE SEMPRE PIU’ LA
    NOSTRA VOCE ….. A SETTEMBRE CI ASPETTA UN PERIODO DAVVERE TOSTO MI RACCOMANDO
    TUTTI BELLI CARICHI PERCHE’ QUALCOSA SI STA COMUNQUE MUOVENDO E QUESTO GRAZIE
    AI COMITATI SPONTANEI AMBIENTALISTI COME IL NOSTRO…………
    MI SPIACE SIGNOR GALLIZIOLI IO NON MOLLO NONOSTANTE LE SUE MINACCE DI DENUNCE
    E QUERELE

    Stefi

    • Navdanya on 16 Luglio 2012 at 17:15
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    Bonifica sito Caffaro, il ministro Clini assicura che “la procedura si sta chiudendo”
    Dopo anni di immobilismo, ora la bonifica del sito Caffaro, inquinato da Pcb, sembra essere arrivata ad una svolta. “La Conferenza del servizio si sta avvicinando alla conclusione. Abbiamo rapidamente rimesso in movimento queste procedure che erano ferme da anni”. Ad affermarlo è stato il minstro Corrado Clini in visita a Gardone Riviera per l’inaugurazione dell’impianto di depurazione di Limone sul Garda e Tremosine. Una bonifica che attende da decenni il via libera delle istituzioni, ma che ha bisogno di risorse pubbliche importanti per essere realizzata. Risorse che il ministro ha assicurato “sono già state destinate”. E ora, forse, anche sbloccate. Che sia la volta buona.

    bsnews

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