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Mag 22

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Sito inquinato nazionale Brescia Caffaro: le proposte di ISDE

Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Italia
Affiliata a
ISDE – International Society of Doctors for the Environment
Sito inquinato nazionale Brescia Caffaro: le proposte di ISDE
L’occasione della rinnovata attenzione al problema dell’inquinamento del Sito
Nazionale Brescia-Caffaro ripropone l’urgenza di interventi di bonifica e di
coerenti azioni di prevenzione per la tutela della salute. Questa attenzione, nel
tempo, si è progressivamente e fortemente attenuata, non proprio per incertezza
sugli elementi di conoscenza disponibili ma per una precisa intenzione di diluirne
l’efficacia e la memoria, fra dubbi artatamente indotti sulle conoscenze ormai
ampiamente consolidate.
I dubbi hanno l’effetto concreto di ridimensionare ed alla fine dimenticare un
problema che invece, purtroppo, avrà ricadute di lungo periodo e richiede
continua sollecitazione di consapevole attenzione da parte delle istituzioni e dei
cittadini bresciani.
L’incontro promosso da ISDE sezione di Brescia il 7 maggio 2013 che ha visto la
partecipazione attenta di 180 cittadini, ha affrontato questo aspetto con lo scopo
di fissare alcuni punti fermi e di consenso sulle conoscenza e, da qui, spostare
l’attenzione sulle azioni di breve e medio periodo possibili e utili per tutelare la
salute dei cittadini.
Il punto fermo raggiunto puo’ essere riassunto nella convergenza acquisita che,
nella situazione attuale, è assolutamente da proscrivere l’uso dei terreni
contaminati del sito Caffaro e soprattutto che le fasce di età più a rischio non
possono fruire, nelle condizioni attuali, dei parchi e giardini e che vanno
assolutamente fatte rispettare le ordinanze interdittive dell’uso dei terreni.
ISDE ritiene, non da ora, che la situazione sia grave sulla base dei seguenti
elementi di giudizio:
A) Le acquisizioni scientifiche raggiunte sulla cancerogenesi sancita dalla Agenzia
Internazionale per la Ricerca su Cancro (IARC) della diossina e dei PCB. La IARC,
recentemente, ha riclassificato i PCB come cancerogeni certi per l’uomo che da
anni erano ritenuti tali con altissimo grado di evidenza. In questa riclassificazione i
PCB sono riconosciuti cancerogeni per tutti i congeneri, sia quelli diossino-simili che
per i non diossino-simili, proprio per la molteplicità dei meccanismi biomolecolari
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implicati nel processo carcinogenetico essendo intereferenti endocrini, mutageni
per la capacità di alterare il sistema immunitario. Proprio per questo, seppure
alcuni particolari tumori sono associabili più peculiarmente a questi inquinanti, essi
sono tuttavia cancerogeni “totipotenti” in grado cioè di aumentare il rischio di tutti
i tumori.
Va poi considerato anche che la letteratura scientifica indica come le patologie
cronico-degenerative e neoplastiche (anche di quelle insorgenti in età
adulta) siano, in ultima analisi, riconducibili anche all’esposizione fin dalla
gravidanza a questi composti. Questo fatto, nella situazione diffusamente
compromessa di Brescia e nell’area interessata, rappresenta un problema
sanitario di assoluta importanza che non si può facilmente archiviare.
B) Le conoscenze acquisite del grave inquinamento delle aree interessate da PCB,
diossine, composti clorurati mercurio hanno documentato l’inquinamento delle
matrici ambientali. Questo è avvenuto con almeno 4 campagne di indagini dei
terreni già fin dalla prima metà degli anni ’90, i cui esiti furono trascurati e
successivamente, con le indagini condotte per “caratterizzare” la contaminazione
del sito industriale, dei terreni circostanti, della falda acquifera, delle acque
superficiali, delle rogge dell’aria e della catena alimentare.
La situazione permane eccezionalmente critica, soprattutto per la falda, come è
emerso anche dalle conferenze di servizio sul “sito Caffaro”.
C) La documentata e grave contaminazione della catena alimentare soprattutto
degli alimenti di origine animale e non solo. Basti ricordare l’episodio, unico perché
unico conosciuto ed emerso all’attenzione pubblica, della contaminazione del
latte della Centrale del Latte di Brescia (anno 2007)
D) Le conferme raggiunte con i risultati di alcuni studi condotti e sottaciuti o
sottovalutati. Innanzitutto l’indagine sui lavoratori della Caffaro che mette in luce
che la loro mortalità è risultata statisticamente in eccesso per alcuni importanti
“organi bersaglio” di PCB, diossina e altri composti cancerogeni utilizzati in
Caffaro. In particolare, con le indagini epidemiologiche, sono stati trovati eccessi
di rischio per tutti i tumori, per i tumori al fegato, per il cancro polmonare. Inoltre lo
studio sulla popolazione residente nei quartieri a sud della fabbrica, per alcuni tipi
rari di tumore (il linfoma Non Hodgkn –LNH- e i sarcomi dei tessuti molli –STM-): per i
LNH l’aumento dell’80% del rischio è statisticamente significativo (il rischio è quasi
di 9 volte nel gruppo a più lunga residenza nell’area contaminata); per i STM il
rischio è di 2.29 più elevato nelle donne ma non raggiunge la significatività
statistica per la bassa numerosità dei casi collegata alla rarità di questa forma
tumorale.
Sempre dagli studi condotti dall’ASL sono emersi effetti sulla funzionalità ormonale
in particolare sulla tiroide coerentemente a quanto risulta della letteratura
scientifica.
E) E’ evidente che la popolazione residente nei quartieri a sud della Caffaro
presenta livelli di PCB ematici molto superiori alle popolazioni residenti in luoghi
meno inquinati e, in genere tutta la popolazione di Brescia presenta livelli di PCB
nel sangue più elevati.
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Le nuove evidenze
Lo studio “Sentieri” – Mortalità
A questi dati di conoscenza si sono aggiunti i risultati dello studio Sentieri pubblicati
già nel 2012 sulla rivista “Epidemiologia & Prevenzione” il quale si affermava, senza
che nessuno allora l’avesse messo in discussione, che i valori osservati per la
mortalità per tutti i tumori in entrambi i generi e le malattie respiratorie negli uomini
sono superiori all’atteso, ma le stime sono imprecise.
Analogamente, si osservano un numero di decessi superiore all’atteso per le cause
di morte per le quali vi è a priori un’evidenza sufficiente o limitata di associazione
con le fonti di esposizioni ambientali del SIN, e cioè tumori del colon-retto,
malformazioni congenite (tutte le età) e alcune condizioni morbose di origine
perinatale. Veniva inoltre osservato che a Brescia si registrava negli uomini un
eccesso del 24% di mortalità per il Linfoma non Hodgkin rispetto alla popolazione
della Regione Lombardia.
Studio “Sentieri” – Incidenza
L’aggiornamento recente dello studio per i nuovi casi di tumore insorti tra il 1996 e il
2005 (incidenza), si osservano, in confronto alle popolazioni seguite dai registri
tumori nel Nord Italia (meno i comuni sedi di SIN), eccessi di rischio statisticamente
significativi per le seguenti sedi: tutti i tumori +12%, fegato +58%, laringe +30%,
polmone +8%, mammella +26%, melanoma +25%, rene +25%, tiroide +49%,
emolinfopietico +10%, linfoma non Hodgkin +20%, leucemia mieloide cronica
+61%. Il tutto ha causato, a Brescia in 10 anni, 791 casi di tumore in più rispetto alla
popolazione di riferimento sulla quale è stato effettuato il confronto.
Inoltre nei ragazzi di ètà 20-24 anni si registra un eccesso di tumori statisticamente
significativo del 42% e del 22% non statisticamente significativo nella classe di età
0-24 anni.
Le nuove indagini dell’ASL
Nell’incontro di cui sopra si è detto, è emerso anche che sulla base dei dati
presentati dall’ASL di Brescia nel distretto n. 1 di Brescia si registra la più alta
incidenza di tumori rispetto alla stessa provincia nella quale l’incidenza dei tumori
è già fra le più alte registrate in Italia. Nel Distretto della città il tasso di incidenza
statisticamente significativo dei tumori di tutte le sedi è superiore del 7% rispetto
alla provincia e nel distretto n. 2, di Brescia Ovest è superiore del 4%. Eccessi
statisticamente significativi si registrano anche per il tumore della mammella (+14%)
e del melanoma cutaneo (+33%) nel distretto della città.
Questi dati, a nostro giudizio, sono fortemente coerenti con i risultati dello studio
“Sentieri”.
Una valutazione del contesto generale dell’inquinamento e la contaminazione
storica della catena alimentare da diossine, PCB e composti organo clorurati
consente di ritenere acquisito che l’inquinamento prodotto dalla Caffaro abbia
avuto un peso rilevante soprattutto nel determinare gli eccessi di tumori registrati e
che collocano Brescia nel suo complesso fra le aree a maggior rischio in Italia.
Tuttavia per le loro caratteristiche intrinseche questi studi non sono in grado di
quantificare in assoluto il peso specifico della Caffaro relativamente ad altre fonti,
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sia perché è difficile determinare con precisione il grado di diffusione
dell’inquinamento oltre i confini del sito interessato, sia per la presenza di altre fonti
inquinanti come le acciaierie e ora anche l’inceneritore.
A fronte di questa situazione in occasione dell’incontro, abbiamo ascoltato un
Sindaco di un comune incluso nel Sito Inquinato Nazionale che ha messo in
discussione l’esistenza dell’inquinamento e la necessità di intervenire nel suo
comune ritenendo non dimostrato la contaminazione.
ISDE sottolinea che, dal punto di vista sanitario, gli effetti dell’inquinamento storico
non sono affatto esauriti e non si esauriranno senza adeguati azioni di bonifica ma
ricadranno ancora pesantemente sulle prossime generazioni, anche se sarà
sempre più difficile ricondurli ad una particolare fonte di inquinamento
circoscritta.
Più in generale si ricorda che secondo un recente rapporto dell’OMS nel 2030 il
cancro sarà la prima causa di morte nel mondo e già oggi in Italia la probabilità di
ricevere una diagnosi di cancro nell’arco della vita (da 0 a 84 anni) riguarda
ormai il 50% di noi. Quindi 1 su 2 sia fra i maschi che fra le femmine si ammalerà di
questa malattia e sempre più saranno colpiti giovani, donne, bambini fra i quali
l’aumento di questa malattia registrato negli ultimi 20 anni è del 2% all’anno, un
aumento che in Italia è fra i più alti registrati in Europa, mentre le cure costosissime
non sono sempre efficaci.
Questi dati rimandano alla necessità di adottare urgenti interventi di prevenzione
primaria cioè di riduzione dell’inquinamento in particolare quello da composti
chimici.
In questa situazione è sbagliato dare informazioni minimizzanti e contraddittorie
che disorientano e creano sfiducia nei cittadini soprattutto alle giovani madri.
Invece fornire informazioni corrette fondate sul principi di cautela, chiare,
univoche, complete e dettagliate sugli agenti cancerogeni presenti nel nostro
habitat e di conseguenza spingere sempre più all’adozione di misure concrete di
protezione della salute pubblica è un dovere delle Autorità Sanitarie in modo che
ogni cittadino sia consapevole delle scelte che sono necessarie per una efficace
tutela della salute.
ISDE ritiene che vi debba essere un impegno straordinario nella bonifica, punto sul
quale sembrerebbe si realizzi una convergenza da parte di più attori nonostante,
ancora, da parte di alcuni, si manifestino dubbi inaccettabili sul significato dei dati
emersi dagli studi condotti dei quali vengono evidenziate parziali contraddizioni
senza una visione scientifica del contesto generale e delle conferme raggiunte.
Ci pare quanto mai appropriata l’affermazione di un padre dell’epidemiologia
mondiale “Tutto il lavoro scientifico è incompleto sia che sia di tipo osservazionale
o sperimentale. Tutti i lavori scientifici rischiano di essere sconvolti o modificati dal
progredire della conoscenza. Ciò non ci conferisce la libertà di ignorare le
conoscenze che già abbiamo o di rinviare l’azione che sembra richiedere in un
determinato momento” (Hill, 1965)
Per questo ISDE afferma in sintesi si seguenti punti
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• A Brescia, soprattutto la popolazione a sud della Caffaro ha subito elevata
contaminazione da PCB e diossina;
• Livelli di PCB e diossina ancora oggi sono elevati nel sangue dei bresciani;
• Per la popolazioni di Brescia il contributo dei PCB più ancora che le diossine
è particolarmente importante;
• La popolazione di Brescia continua ad essere esposta a diossine e PCB;
• A livelli di contaminazione più bassi, appropriati studi hanno dimostrato rischi
significativi per alcuni tumori ed altre patologie.
ISDE ritiene urgente e prioritario quanto segue:
• La bonifica del sito industriale, della falda acquifera e delle rogge;
• La “restituzione” ai cittadini dopo la bonifica delle aree pubbliche;
• Supportare i privati cittadini nel pianificare la caratterizzazione e la bonifica
dei propri orti e giardini;
• Mantenere l’interdizione dell’uso delle aree agricole evitando
assolutamente interventi che comportino rimaneggiamenti dei suoli. In
questa direzione la piantumazione di un bosco nelle aree agricole inquinate
e il monitoraggio della evoluzione della contaminazione e la
sperimentazione di colture per la riduzione della contaminazione.
Inoltre
• Deve essere resa efficace l’interruzione della catena alimentare attraverso
una informazione corretta dei cittadini e l’effettività dei divieti imposti;
• Deve essere verificato lo stato di contaminazione del latte prodotto in tutte
aziende agricole bresciane.
• Deve essere definita l’estensione dell’inquinamento da PCB diossine e
composti organo clorurati in genere a sud della città.
Monitoraggi
• Deve ormai essere considerato assunta la gravità del contesto generale
sancito dalle indagini già svolte. Ne consegue che non vanno sprecate
risorse per indagini fatte per rivalutare le conoscenze acquisite, che sono
invece già sufficienti per assumere decisioni per la tutela della salute.
• Vanno invece condotte indagini tese a monitorare una popolazione non
condizionata dall’esposizione storica, quindi i bambini, per verificare il rischio
aggiuntivo attuale a partire da chi vive nell’area del sito nazionale
inquinato.
• Va svolto il monitoraggio epidemiologico degli eventi avversi della
riproduzione e della salute pediatrica.
• Va attivata la sorveglianza delle donne in gravidanza attraverso i consultori.
Riteniamo infine che vada adottato convintamente un approccio aperto e
partecipativo e dialettico con la popolazione. Questo può avvenire attraverso il
coinvolgimento della popolazione e soprattutto dei comitati nella progettazione e
conduzione di studi ed attività con possibilità di nomina di loro esperti di fiducia.

Presidente ISDE Italia
Dott. Roberto Romizi
Arezzo
Presidente ISDE Italia – Sezione di Brescia
Dott. Celestino Panizza
Brescia
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Brescia 15-05-2013
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Riferimenti Bibliografici
• ASL Brescia – http://www.aslbrescia.it/bin/index.php?id=2403
• ASL Brescia – a cura Donato F. IL REGISTRO TUMORI DELL’ASL DELLA PROVINCIA DI BRESCIA –
Incidenza e mortalità dei tumori maligni nell’ASL di Brescia nel triennio 2004-2006
• EEA – Late lessons from early warnings: science, precaution, innovation EEA Report 1/2013
• IARC Carcinogenicity of polychlorinated biphenyls and polybrominated biphenyls – Lancet
Onvology – www.thelancet.com/oncology Published online March 15, 2013
http://dx.doi.org/10.1016/S1470-2045(13)70104-9
• La Rocca C. PCDD/f and PCB in human serum of differently exposed population groups of
an Italian city. – Organohalogen compounds vol 67 – 1537
• La Rocca C. – Feed and food i a study on PCB, PCDD/PCDf industrial contamination in an
urban/agricoltural area. part ii: animal matrices – Organohalogen compounds – Volume 66
(2004)
• Manfredi G. et al. – Polychlorinatedbiphenylsandnon-Hodgkin’slymphoma:Acase–control
study in NorthernItaly – Environ. Res. 111 (2011) 254–259
• Pirastu R. et al – SENTIERI – Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti
esposti a rischio da inquinamento: RISULTATI – Epidemiol Prev 2011; 35 (5-6) Suppl. 4: 1-204
• WHO – State of the Science of Endocrine Disrupting Chemicals – 2012

Dettagli sull'autore

Navdanya

Navdanya è la trx di Radio Onda d'Urto dedicata al consumo critico, all'economia solidale e all'ecologia.
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